Sauron è ricordato come il grande antagonista de Il Signore degli Anelli, il Signore Oscuro che per secoli ha cercato di piegare la Terra di Mezzo al proprio volere. Eppure, nonostante il suo immenso potere, esistevano alcune figure capaci di inquietarlo profondamente. In alcuni casi si trattava di individui abbastanza forti da contrastare i suoi piani, in altri di esseri la cui semplice esistenza rappresentava una minaccia al suo dominio. Tolkien ha costruito un universo in cui il male non è mai onnipotente, e perfino Sauron sapeva che c’erano forze che non avrebbe mai potuto controllare.

Galadriel
Tra tutti gli Elfi della Terza Era, Galadriel era probabilmente una delle poche persone che Sauron non poteva manipolare. Nata a Valinor durante l’epoca degli Alberi, apparteneva a una generazione di Elfi molto più vicina alle potenze divine rispetto ai suoi contemporanei. La sua saggezza, la sua esperienza millenaria e la sua influenza sui regni elfici la rendevano una figura unica nella Terra di Mezzo.
Il Signore Oscuro temeva soprattutto la sua capacità di vedere oltre le apparenze. Galadriel fu infatti tra i pochi a non fidarsi mai completamente di Annatar, l’identità sotto cui Sauron si presentò agli Elfi durante la Seconda Era. In seguito, grazie all’Anello Nenya, acquisì ulteriori poteri di protezione e conservazione. Ma ciò che spaventava davvero Sauron era un’altra possibilità: che Galadriel riuscisse a impadronirsi dell’Unico Anello. Come suggerisce lo stesso Tolkien, una Galadriel corrotta dal potere dell’Anello avrebbe potuto diventare una sovrana persino più potente del Signore Oscuro.

Aragorn
A differenza di Galadriel, Aragorn non possedeva poteri soprannaturali comparabili a quelli di Sauron. Tuttavia rappresentava qualcosa che il Signore Oscuro temeva da secoli: l’unità degli Uomini. Discendente diretto di Isildur, Aragorn incarnava il ritorno della monarchia legittima di Gondor e Arnor, un’eventualità che avrebbe potuto compromettere definitivamente i piani di conquista di Mordor.
Quando Aragorn si rivelò apertamente utilizzando il Palantír e sfidando Sauron, il Signore Oscuro commise uno dei suoi errori più gravi. Convinto che l’erede di Isildur avesse trovato l’Unico Anello e intendesse usarlo contro di lui, accelerò i propri piani militari. In realtà Aragorn stava sfruttando proprio quella paura. Più che il guerriero o il re, Sauron temeva ciò che Aragorn rappresentava: la possibilità che Elfi, Uomini, Nani e perfino alcuni popoli neutrali si unissero sotto una sola guida.

Morgoth
Prima di diventare il Signore Oscuro della Terra di Mezzo, Sauron era il più potente servitore di Morgoth, il primo grande nemico di Arda. Se Sauron desiderava il controllo assoluto, Morgoth ambiva alla distruzione stessa della creazione. La differenza di potere tra i due era enorme. Morgoth era un Vala, una delle entità divine che contribuirono alla formazione del mondo, mentre Sauron apparteneva alla razza inferiore dei Maiar.
Durante il suo servizio, Sauron temeva costantemente di fallire e di attirare l’ira del proprio padrone. Anche dopo la sconfitta di Morgoth alla fine della Prima Era, questa paura non scomparve del tutto. L’eventuale ritorno del suo antico signore avrebbe infatti significato la fine della sua autonomia. Tutto ciò che aveva costruito sarebbe stato nuovamente subordinato alla volontà di una forza immensamente superiore. Per questo motivo Morgoth rimase per sempre una figura capace di terrorizzarlo.

I Valar
Se Morgoth rappresentava il passato più oscuro di Sauron, i Valar incarnavano invece la possibilità della sua punizione definitiva. Queste potentissime entità governavano Arda da Valinor e avevano già dimostrato di essere in grado di intervenire direttamente quando una minaccia diventava troppo grande per essere ignorata.
Furono proprio i Valar a guidare la Guerra d’Ira che pose fine al dominio di Morgoth. Dopo quella sconfitta, Sauron si presentò davanti ai loro emissari chiedendo perdono, salvo poi fuggire per evitare il giudizio. Da quel momento visse con il timore che i Valar decidessero di intervenire nuovamente. Anche se durante la Terza Era mantennero una politica di non interferenza, il Signore Oscuro sapeva bene che un loro intervento avrebbe reso vana qualsiasi resistenza. La semplice possibilità che volgessero il proprio sguardo verso Mordor era sufficiente a preoccuparlo.

Eru Ilúvatar
Al vertice assoluto della gerarchia cosmica di Tolkien si trova Eru Ilúvatar, il creatore di tutte le cose. Nessuna creatura della Terra di Mezzo, nessun Vala e nessun Maia può essere paragonato alla sua potenza. Per questo motivo Eru rappresentava la più grande paura di Sauron.
La sua relazione con Ilúvatar è particolarmente complessa. In origine Sauron lo venerava e lo serviva indirettamente attraverso i Valar. Successivamente, sotto l’influenza di Morgoth, iniziò a rifiutarne l’autorità. Tuttavia questo rifiuto nacque proprio dalla paura. Sauron temeva il giudizio del creatore e preferì convincersi che potesse essere ignorato o aggirato. Quando però spinse i Númenóreani a invadere Valinor, fu Eru stesso a intervenire, distruggendo Númenor e annientando il corpo fisico del Signore Oscuro.
Dopo quell’evento, Sauron comprese che Ilúvatar era disposto a intervenire quando i limiti venivano superati. Da allora evitò accuratamente qualsiasi azione che potesse attirare nuovamente l’attenzione del creatore. In definitiva, più di ogni eroe, re o mago della Terra di Mezzo, era proprio Eru Ilúvatar la figura che Sauron temeva sopra ogni altra cosa.

