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7 cose che accadono in ogni stagione di Game of Thrones

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Poche serie televisive hanno lasciato un segno nella cultura pop come Game of Thrones. Per otto stagioni il fantasy HBO ha trasformato ogni episodio in un evento globale, grazie a personaggi memorabili, colpi di scena imprevedibili e una narrazione capace di sorprendere continuamente il pubblico.

Eppure, dietro la sensazione di caos e imprevedibilità, la serie seguiva una struttura narrativa molto precisa. Ogni stagione riproponeva infatti alcuni elementi ricorrenti che sono diventati parte dell’identità dello show, contribuendo a creare quella formula che ha reso Westeros uno dei mondi televisivi più amati di sempre.

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Game of Thrones 8x01 recensione serie tv

Ogni stagione inizia rimettendo in ordine la scacchiera

Dopo mesi – e in alcuni casi anni – di attesa, il primo episodio di una nuova stagione di Game of Thrones aveva quasi sempre lo stesso compito: rimettere in movimento tutti i personaggi.

Gli esordi di stagione raramente erano spettacolari. Piuttosto, servivano a ricordare dove si trovavano Stark, Lannister, Targaryen e gli altri protagonisti, mostrando come gli eventi del finale precedente avessero cambiato gli equilibri politici. Questo approccio permetteva agli spettatori di ritrovare gradualmente familiarità con una storia estremamente corale, preparando il terreno alle grandi svolte che sarebbero arrivate più avanti.

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Game of Thrones

I draghi regalano sempre almeno una scena memorabile

Per buona parte della serie i draghi sono stati utilizzati con estrema parsimonia. Quando Drogon, Rhaegal e Viserion comparivano sullo schermo, il loro arrivo non era mai casuale. Ogni apparizione segnava un momento fondamentale nell’evoluzione di Daenerys o nella crescita della minaccia rappresentata dai Targaryen.

Dal momento della loro nascita nel finale della prima stagione fino alle gigantesche battaglie delle ultime annate, i draghi sono sempre stati trattati come eventi eccezionali. Una scelta che oggi, nell’era di House of the Dragon, appare quasi sorprendente, ma che contribuì enormemente al fascino della serie originale.

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Game of Thrones 8x03 recensione serie tv

Gli Estranei ricordano che la vera guerra deve ancora cominciare

Per molte stagioni il Trono di Spade sembra essere il centro assoluto della storia.

Eppure Game of Thrones non permetteva mai allo spettatore di dimenticare che il vero pericolo arrivava dal Nord. Ogni stagione dedicava almeno una sequenza agli Estranei, aggiungendo un nuovo tassello alla loro mitologia.

Prima la loro misteriosa comparsa oltre la Barriera, poi la scoperta che l’ossidiana può ucciderli, fino all’arrivo del Re della Notte e dell’esercito dei non morti: ogni apparizione aumentava la tensione e ricordava che tutte le guerre politiche sarebbero diventate irrilevanti davanti alla minaccia dell’inverno.

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Ned Lyanna Stark in Game of Thrones

Il penultimo episodio è sempre quello che cambia tutto

Una delle tradizioni più amate della serie riguarda il nono episodio di ogni stagione.

È qui che HBO concentrava spesso il budget più elevato e gli eventi più spettacolari. La decapitazione di Ned Stark, le Nozze Rosse, Hardhome, la Battaglia dei Bastardi e la spedizione oltre la Barriera sono soltanto alcuni degli episodi che hanno trasformato il penultimo capitolo in un appuntamento imperdibile.

Quasi sempre rappresentava il vero climax della stagione, tanto da sembrare un film autonomo più che un semplice episodio televisivo.

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game of thrones 8

Il finale rallenta il ritmo e prepara il futuro

Dopo l’esplosione narrativa del nono episodio, il finale di stagione aveva un obiettivo diverso.

Più che sorprendere continuamente, serviva a mostrare le conseguenze di quanto appena accaduto e a ridefinire le posizioni di tutti i protagonisti in vista dell’anno successivo.

Questo permetteva alla serie di respirare dopo i grandi eventi e di chiudere ogni stagione con una nuova configurazione del potere, pronta a essere nuovamente sconvolta.

Naturalmente non mancavano momenti memorabili, come la morte di Jon Snow o la proclamazione di Daenerys da parte degli schiavi liberati, ma il tono generale era quasi sempre più riflessivo.

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jon snow uccide daenerys in Game of Thrones

Ogni stagione elimina almeno un personaggio fondamentale

La regola più famosa di Game of Thrones era semplice: nessuno era davvero al sicuro. La morte di Ned Stark nella prima stagione cambiò per sempre il modo di guardare la serie, dimostrando che perfino il protagonista apparente poteva morire improvvisamente.

Da quel momento ogni stagione ha visto cadere almeno un personaggio centrale: Renly Baratheon, Robb Stark, Oberyn Martell, Shireen Baratheon, Ramsay Bolton, Ditocorto e infine Daenerys Targaryen. Questa imprevedibilità è stata uno degli elementi che hanno reso la serie un fenomeno culturale, costringendo gli spettatori a mettere continuamente in discussione ogni certezza narrativa.

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Ed Sheeran in game of thrones

C’è sempre un cameo che fa discutere

Con il passare degli anni, entrare anche solo per pochi secondi nel mondo di Game of Thrones è diventato un privilegio ambito da musicisti, attori e celebrità.

Tra le apparizioni più note ci sono quelle di Gary Lightbody degli Snow Patrol, dei Sigur Rós, di Royd Tolkien, pronipote di J.R.R. Tolkien, fino al celebre cameo di Ed Sheeran, probabilmente il più discusso dell’intera serie. Alcuni di questi camei sono passati quasi inosservati, altri hanno fatto storcere il naso ai fan perché rompevano l’immersione narrativa. Rimangono però la testimonianza di quanto Game of Thrones fosse diventata, nel suo periodo di massimo successo, la serie televisiva nella quale tutti volevano comparire, anche solo per una scena.

Redazione
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