Euphoria chiude davvero un’epoca: solo Zendaya continua a brillare dopo il controverso finale

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La terza e ultima stagione di Euphoria ha diviso profondamente pubblico e critica, chiudendo uno dei fenomeni televisivi più influenti degli ultimi anni con un finale che ha lasciato molti spettatori insoddisfatti. Eppure, mentre la serie saluta definitivamente il piccolo schermo, c’è un elemento che continua a raccogliere consensi: Zendaya.

Le nomination agli Emmy Awards 2026 hanno infatti confermato che l’attrice è l’unica interprete della serie a ottenere una candidatura nelle categorie principali. Dopo un’ultima stagione accolta tiepidamente, Euphoria non è riuscita a entrare tra le migliori serie drammatiche, limitandosi ad alcune candidature tecniche e a quella di Colman Domingo come miglior guest star. L’unica nomination di peso resta quindi quella di Zendaya come Miglior attrice protagonista in una serie drammatica, un riconoscimento che conferma quanto il suo lavoro sia stato considerato superiore alle difficoltà narrative dell’ultima stagione.

È una chiusura simbolica per una serie che, fin dall’inizio, ha trovato nella performance della sua protagonista il proprio punto di forza più solido.

Zendaya potrebbe chiudere il percorso di Rue con uno storico tris agli Emmy

Se dovesse vincere anche quest’anno, Zendaya conquisterebbe un risultato rarissimo: tre Emmy consecutivi per tutte e tre le stagioni di Euphoria.

L’attrice aveva già trionfato con la prima stagione, quando la serie ottenne praticamente solo la sua candidatura principale, riuscendo a superare interpreti del calibro di Olivia Colman e Sandra Oh. Il bis arrivò poi con la seconda stagione, nonostante una concorrenza altrettanto prestigiosa che comprendeva Reese Witherspoon, Laura Linney e ancora Sandra Oh.

La terza stagione, invece, rappresenta un caso molto diverso. Se le prime due erano riuscite a imporsi anche come fenomeno culturale, l’ultimo capitolo è stato criticato per aver progressivamente abbandonato il racconto adolescenziale che aveva definito l’identità della serie. Molti spettatori hanno percepito un netto cambio di tono, con una narrazione sempre più distante dai drammi personali dei protagonisti e orientata verso dinamiche criminali e violenza estrema.

In questo contesto, Zendaya è rimasta il principale punto di riferimento emotivo della storia. La sua interpretazione di Rue Bennett ha continuato a offrire profondità, fragilità e autenticità anche quando la scrittura di Sam Levinson è stata accusata di aver perso la direzione iniziale.

Per questo la candidatura agli Emmy assume un valore che va oltre il semplice riconoscimento individuale. Più che premiare soltanto una stagione, l’Academy potrebbe scegliere di celebrare l’intero percorso dell’attrice all’interno di una delle serie più discusse dell’ultimo decennio.

Qualunque sarà l’esito della premiazione, una cosa sembra ormai evidente: se Euphoria si conclude con sentimenti contrastanti, il ritratto di Rue Bennett interpretato da Zendaya resterà uno degli elementi destinati a definire l’eredità della serie negli anni a venire.

Redazione
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