Abbott Elementary – Stagione 5 Episodio 11, Recap: la trilogia del centro commerciale si chiude con un colpo di scena

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Con l’episodio 11 della quinta stagione, Abbott Elementary mette fine alla sua insolita “mall trilogy”, ma lo fa nel modo meno prevedibile possibile. Mall Part 3: Heroes non è soltanto la conclusione di una parentesi narrativa bizzarra e temporanea: è un episodio che usa la commedia per raccontare, con sorprendente lucidità, dinamiche di potere, istituzioni disfunzionali e il prezzo emotivo dell’adattamento forzato.

Fin dall’inizio, la sitcom ha dimostrato di saper trasformare i suoi personaggi in una macchina comica affidabile. Ciò che resta imprevedibile, stagione dopo stagione, è invece la direzione delle storie. La scelta di spostare l’intera scuola in un centro commerciale abbandonato, a ridosso della pausa natalizia, sembrava una gag destinata a durare poco. Al contrario, Abbott Elementary ha costruito su questa idea una mini-saga che ha occupato i primi tre episodi della seconda metà della stagione, culminando in un finale tanto ironico quanto amaramente realistico.

La fine della trilogia del mall e il prezzo dell’adattamento

Dopo il trasferimento forzato causato dal guasto alla caldaia, gli insegnanti hanno cercato di rendere funzionale un ambiente palesemente inadatto all’istruzione. Non senza perdite: Dya, esasperata dal trattamento di Ava, si prende una pausa; un insegnante lascia la scuola; Dominic, nuovo arrivo interpretato da Luke Tennie, sembra sul punto di mollare tutto. È Gregory a trattenerlo, convincendolo che, in situazioni estreme, servono misure drastiche.

Quella trasformazione — Dominic che impone una disciplina ferrea agli studenti — sembra inizialmente una vittoria. Ma Mall Part 3 mostra come anche le soluzioni efficaci possano diventare problematiche quando non vengono messe in discussione. L’episodio introduce così il vero nodo tematico: il confine sottile tra resilienza e normalizzazione del disagio.

Il riconoscimento che nasconde una trappola

Quando Simon, rappresentante del distretto, comunica che i risultati di Abbott sono migliorati e che il giornale locale vuole celebrare la “rinascita” della scuola nel mall, l’entusiasmo è immediato. Gli insegnanti si sentono finalmente visti. È la consulente scolastica Ms. Alomar, figura solitamente non conflittuale, a rompere l’euforia: quel riconoscimento, osserva, rischia di legittimare una situazione inaccettabile.

La sua intuizione si rivela centrale. Il distretto non sta premiando Abbott per accelerare il ritorno alla normalità, ma per placare le richieste di intervento. Lodare l’adattamento diventa un modo per sospendere l’urgenza del problema. Quando il gruppo visita la scuola originale e scopre che i lavori sono fermi, la verità diventa evidente.

Janine e la presa di coscienza politica

Il momento di svolta arriva grazie a Janine, che comprende la strategia del distretto osservando una dinamica in classe: accoppiare uno studente problematico con uno modello non porta a un miglioramento, ma penalizza chi si sta già impegnando. Abbott, capisce Janine, è trattata allo stesso modo: l’efficienza degli insegnanti viene usata contro di loro.

È uno dei passaggi più maturi della stagione. Abbott Elementary trasforma una situazione scolastica in una metafora limpida di molte realtà lavorative contemporanee: quando dimostri di “reggere”, rischi di essere lasciato indietro. La risposta è collettiva. Janine, Gregory, Barbara, Ava, Jacob e Melissa affrontano Simon negli uffici del distretto. Non ottengono scuse, ma una verità ancora più scomoda: Abbott non è una priorità.

Proprio questa ammissione scatena la reazione giusta. La pressione aumenta, e il distretto cede: il ritorno nella scuola originale è fissato entro due settimane. La trilogia del mall si chiude così non con un colpo di fortuna, ma con un atto di consapevolezza e rivendicazione.

Mr. Johnson, l’amore e un finale agrodolce

Accanto alla trama principale, l’episodio introduce un arco più intimo e sorprendentemente malinconico: quello di Mr. Johnson. L’arrivo di una nuova addetta alle pulizie genera uno scontro iniziale, ribaltando stereotipi di genere e mettendo in crisi l’orgoglio del personaggio. Il confronto si trasforma gradualmente in attrazione, costruendo una delle sottotrame più tenere e imprevedibili della stagione.

Proprio quando il legame sembra prendere forma, arriva la notizia del ritorno ad Abbott, che spezza sul nascere questa possibilità. È un finale insolitamente amaro per una storyline comica, e proprio per questo efficace: non tutte le deviazioni forzate producono qualcosa di duraturo, anche quando sono autentiche.

Un ritorno alla normalità che non cancella ciò che è successo

Con la fine della trilogia del centro commerciale, Abbott Elementary torna al suo setting naturale. Ma Mall Part 3: Heroes lascia un segno chiaro: la serie non ha usato questa deviazione come semplice esperimento comico, bensì come occasione per parlare di lavoro, riconoscimento e resistenza istituzionale.

Ora che gli insegnanti sono di nuovo tra le mura della loro scuola, la sitcom può riprendere la sua “programmazione regolare”. Ma lo fa con una consapevolezza nuova, dimostrando ancora una volta come Abbott Elementary riesca a essere brillante, divertente e sorprendentemente politica senza mai perdere leggerezza.

Redazione
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