BAKI-DOU: L’invincibile samurai, spiegazione del finale e del ritorno di Pickle

-

Con BAKI-DOU: L’invincibile samurai su Netflix, adattamento del manga di Keisuke Itagaki e diretto da Toshiki Hirano, l’universo di Baki entra in una fase narrativa radicalmente diversa rispetto alla saga precedente, Baki Hanma: The Father vs. Son Saga. Dopo lo scontro definitivo tra Baki e Yujiro, il mondo non esplode in una nuova era di forza: si immobilizza. Il paradosso della vittoria assoluta genera noia, stagnazione, un vuoto che nessun combattente riesce più a colmare.

È proprio questa stasi a spingere Tokugawa a compiere un gesto estremo: riportare in vita Miyamoto Musashi. Non si tratta solo di fan service o escalation spettacolare, ma di una scelta tematica. Il passato viene riesumato per riattivare il presente. Musashi non è soltanto un guerriero leggendario: è un’idea di violenza primordiale, un’energia incompatibile con la modernità. Il suo arrivo sconvolge l’ordine delle gerarchie e costringe ogni personaggio a ridefinire il concetto stesso di forza.

Il finale di Baki-Dou non chiude un arco narrativo, ma apre una nuova riflessione sul senso del combattimento, sull’evoluzione e sul conflitto tra natura e artificio. Ed è in questo contesto che il ritorno di Pickle assume un valore simbolico potentissimo.

Pickle tornerà davvero? Lo scontro con Musashi come battaglia tra natura e artificio

Il finale promette il ritorno di Pickle nell’arena sotterranea, questa volta contro Musashi. Non è un semplice match di forza contro tecnica: è uno scontro filosofico. Pickle, essere preistorico conservato naturalmente nella roccia, rappresenta la purezza biologica, l’istinto primordiale. Musashi, invece, è un uomo clonato, riportato in vita artificialmente, un’anomalia creata dalla scienza moderna.

Entrambi sono stati strappati al loro tempo, ma in modo opposto. Pickle è un relitto naturale; Musashi è un progetto umano. Questa differenza è cruciale. Pickle combatte per nutrirsi, per sopravvivere. Musashi combatte per dominio, per affermazione del proprio ego. La loro eventuale battaglia non è solo escalation narrativa: è la collisione tra due concezioni dell’esistenza.

Inoltre, Musashi ha già dimostrato che la sua presenza è destabilizzante e potenzialmente letale. La morte di Retsu segna un punto di non ritorno nella saga. Se Pickle tornerà, non sarà per un semplice spettacolo: sarà per rispondere a una minaccia sistemica. Tuttavia, proprio per la loro natura estrema, lo scontro potrebbe trasformarsi in un massacro senza regole. Entrambi non hanno reale incentivo a fermarsi.

Chi vince davvero tra Musashi e Yujiro? Il significato simbolico dello scontr0BAKI-DOU: L'invincibile samurai

Il vero climax tematico della stagione non è Pickle, ma lo scontro tra Musashi e Yujiro Hanma. Prima ancora del combattimento, il loro dialogo è illuminante. Musashi vede ogni avversario come un bottino da conquistare, una ricchezza da divorare. Yujiro, invece, vede Musashi per ciò che è: carne e ossa, non mito.

Quando Musashi tenta il suo “taglio virtuale”, Yujiro non viene ferito. Questo dettaglio è fondamentale. Yujiro è radicato nella realtà, non nelle illusioni. La risposta – il frammento di vetro scagliato contro la fronte di Musashi – non è solo un attacco fisico, ma un colpo all’ego, alla sua presunta illuminazione.

Lo scontro viene dichiarato nullo a causa dell’intervento di Motobe, ma la lettura tematica è chiara: Yujiro è il vincitore. Non solo fisicamente superiore, ma ontologicamente più puro. In Baki, la purezza dell’essere coincide con la forza assoluta. Musashi è potente, ma è frammentato, contraddittorio, artificiale.

Eppure, proprio da questa sconfitta simbolica nasce la sua evoluzione. Musashi comprende che non ha più bisogno della katana per colpire: può trasformare la visualizzazione in arma reale. È un passaggio che lo avvicina, paradossalmente, a Yujiro stesso. Ma l’interruzione di Motobe rimanda questa evoluzione a un futuro ancora da esplorare.

Perché Motobe sconfigge Jack e cosa rappresenta nella nuova era di Baki

BAKI-DOU: L'invincibile samurai

Nel finale, Motobe batte Jack Hanma e ottiene il diritto di affrontare Musashi. Questo scontro, apparentemente secondario, è in realtà cruciale. Jack rappresenta la forza potenziata, il corpo modificato, l’ossessione per l’autosuperamento fisico. Motobe, invece, incarna l’adattabilità assoluta.

Motobe combatte senza dogmi. Usa corde, fumo, armi da fuoco se necessario. Non è vincolato a una visione purista della forza. In un mondo in cui due titani come Yujiro e Musashi riscrivono le regole, sopravvive chi sa adattarsi.

È significativo che proprio Motobe voglia affrontare Musashi. Non per misurare la propria forza, ma per fermare una corruzione. Ai suoi occhi, la reincarnazione moderna del samurai è un atto innaturale. In questo senso, Motobe e Yujiro sono gli unici a comprendere la vera natura di Musashi: un’esistenza isolata, in guerra non solo con gli avversari, ma con il mondo stesso.

Il finale di BAKI-DOU: L’invincibile samurai non fornisce risposte definitive, ma prepara un’escalation ancora più radicale. Il ritorno di Pickle è quasi inevitabile, ma non sarà un semplice spettacolo di brutalità. Sarà una resa dei conti tra natura e artificio, tra istinto e volontà, tra passato riesumato e presente che rifiuta di essere dominato.

E nel cuore di tutto rimane una domanda: in un mondo che ha già visto lo scontro tra padre e figlio, cos’è davvero la forza?

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -