L’adattamento Netflix di Come uccidono le brave ragazze ha avuto un’accoglienza piuttosto positiva tra il pubblico, ma chi ha letto i romanzi di Holly Jackson sa bene che la serie modifica parecchi elementi fondamentali della storia originale. E non si tratta soltanto di piccoli cambiamenti narrativi inevitabili in ogni adattamento televisivo: alcune differenze cambiano davvero il tono della vicenda, il peso psicologico dei personaggi e perfino il significato di certi eventi centrali.
La serie con Emma Myers nei panni di Pip Fitz-Amobi rimane relativamente fedele alla struttura principale del romanzo, soprattutto per quanto riguarda il mistero legato ad Andie Bell e Sal Singh. Tuttavia Netflix ha scelto chiaramente di rendere il racconto più accessibile al grande pubblico young adult, smussando molti degli aspetti più disturbanti, moralmente ambigui e psicologicamente pesanti presenti nel libro.
Ed è proprio qui che emerge la differenza più interessante tra le due versioni. Il romanzo di Holly Jackson non era semplicemente un teen mystery costruito attorno a un omicidio scolastico: era soprattutto un racconto molto duro sulla manipolazione sociale, sull’ossessione per la verità e sulla violenza nascosta dietro la normalità suburbana. La serie Netflix conserva parte di questi temi, ma li rende più morbidi e più vicini al linguaggio delle moderne produzioni teen thriller.
Nel libro Pip è molto più coinvolta emotivamente nel caso Andie Bell rispetto alla serie Netflix
Una delle modifiche più importanti riguarda direttamente Pip. Nella serie televisiva la protagonista appare inizialmente come una ragazza brillante e curiosa che decide di indagare sul caso Andie Bell soprattutto per interesse personale e senso di giustizia. Nel romanzo, invece, esiste una motivazione molto più profonda e dolorosa: Pip si sente indirettamente responsabile per ciò che è accaduto a Sal Singh.
Nel libro Pip prova infatti un forte senso di colpa per aver detto a Sal dove si trovasse Andie la notte della scomparsa. Questo dettaglio cambia completamente la percezione del personaggio, perché trasforma l’indagine in qualcosa di molto più personale e ossessivo. Pip non sta semplicemente cercando la verità: sta cercando una forma di redenzione.
Netflix riduce moltissimo questo aspetto, probabilmente per rendere Pip più immediatamente simpatica e meno emotivamente compromessa fin dall’inizio. Ma così facendo la serie perde parte della tensione psicologica presente nel romanzo. La Pip dei libri è infatti più imperfetta, più ansiosa e molto più consumata dalla propria necessità di scoprire la verità.
Anche il ritmo dell’indagine cambia parecchio. Nel libro Holly Jackson costruiva il mistero in modo estremamente dettagliato e stratificato, con continue connessioni tra piccoli indizi apparentemente irrilevanti. La serie invece accelera molte dinamiche e semplifica diversi passaggi investigativi per mantenere un ritmo più televisivo. Alcuni spettatori hanno infatti percepito la prima parte dello show come più lenta e meno coinvolgente rispetto alla tensione continua del romanzo.
Andie Bell è molto diversa nel libro: la serie Netflix la rende più tragica e meno disturbante
La differenza forse più grande riguarda però Andie Bell. Nel romanzo il personaggio era molto più ambiguo, manipolatorio e persino crudele. Holly Jackson non cercava mai di trasformarla in una semplice vittima innocente. Al contrario, il libro mostrava chiaramente come Andie usasse le persone attorno a sé, mentisse continuamente e fosse coinvolta in comportamenti tossici che avevano ferito profondamente diversi personaggi della storia.
La serie Netflix, invece, sceglie un approccio più empatico e tragico. Andie viene mostrata soprattutto come una ragazza vulnerabile intrappolata in una situazione familiare terribile. Questo rende il personaggio più facilmente comprensibile per il pubblico, ma elimina anche parte della complessità morale del romanzo.
Lo stesso vale per Nat da Silva. Nel libro Nat non era affatto amica di Andie: era una delle sue vittime. Andie aveva diffuso sue foto intime e l’aveva coinvolta indirettamente nel traffico di Rohypnol che attraversava la storia. La serie riduce drasticamente questi elementi, probabilmente per alleggerire gli aspetti più disturbanti del materiale originale.
Questo cambiamento modifica profondamente anche il tema centrale della storia. Nel romanzo Holly Jackson insisteva continuamente sull’idea che una vittima possa comunque essere una persona problematica, tossica o moralmente discutibile. Netflix preferisce invece una rappresentazione più emotiva e lineare, meno rischiosa dal punto di vista narrativo.
La serie semplifica molti elementi più inquietanti del libro originale
Anche alcune storyline secondarie vengono rese molto meno disturbanti rispetto ai romanzi. Uno degli esempi più evidenti riguarda Elliot Ward e la ragazza nascosta nella soffitta. Nel libro, la situazione era molto più inquietante e psicologicamente instabile: la ragazza soffriva di gravi problemi mentali ed era realmente convinta di essere Andie Bell.
La serie Netflix semplifica parecchio questa componente, rendendo tutta la storyline meno traumatica e meno ambigua. È una scelta coerente con il tono generale dell’adattamento, che evita quasi sempre di spingersi troppo dentro il disagio psicologico più estremo presente nei libri.
Anche dettagli apparentemente piccoli cambiano il tono della storia. La morte del cane Barney, per esempio, nel romanzo aveva un forte impatto simbolico ed emotivo ed era collegata direttamente a Becca Bell. Nella serie questo aspetto viene quasi eliminato.
Persino la relazione tra Pip e Ravi risulta diversa. Nei libri il loro rapporto cresce lentamente attraverso vulnerabilità condivise, diffidenza e sostegno reciproco. Molti spettatori della serie hanno invece percepito meno chimica tra Emma Myers e Zain Iqbal, soprattutto rispetto all’intensità emotiva costruita da Holly Jackson nel romanzo.
Netflix ha trasformato il thriller psicologico di Holly Jackson in un mystery YA più accessibile
Alla fine, la differenza principale tra libro e serie riguarda soprattutto il genere stesso della storia. Il romanzo di Holly Jackson era molto più vicino a un thriller psicologico oscuro e moralmente ambiguo. La serie Netflix sceglie invece di avvicinarsi maggiormente ai teen mystery contemporanei, mantenendo il mistero centrale ma alleggerendo molte delle componenti più dure e disturbanti.
Questo non significa che l’adattamento funzioni male. Anzi, la serie riesce comunque a mantenere uno dei punti più forti della saga: mostrare quanto una comunità apparentemente tranquilla come Little Kilton sia costruita su segreti, silenzi e menzogne collettive. Ma il modo in cui lo racconta è diverso.
Il libro costringeva continuamente il lettore a confrontarsi con personaggi moralmente contraddittori, dove quasi nessuno era davvero innocente. La serie preferisce invece mantenere una divisione più chiara tra vittime, colpevoli e protagonisti emotivamente positivi.
Ed è forse proprio qui che si trova la vera differenza tra le due versioni di Come uccidono le brave ragazze: Holly Jackson raccontava la perdita dell’innocenza con molta più crudeltà, mentre Netflix sceglie di trasformarla in un thriller adolescenziale più accessibile, emotivo e orientato al grande pubblico.


