La migliore serie fantasy di Netflix è una versione di Supernatural portata all’ennesima potenza

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Tra le serie fantasy degli ultimi anni, poche sono riuscite a catturare lo spirito dell’action soprannaturale come Devil May Cry, adattamento Netflix dell’omonima saga videoludica di Capcom. Dopo due stagioni accolte con entusiasmo da critica e pubblico e una terza già annunciata, l’anime si è imposto come uno dei titoli più sorprendenti della piattaforma, grazie a una miscela esplosiva di azione, mitologia demoniaca e conflitti familiari.

Molti spettatori hanno notato come Devil May Cry richiami inevitabilmente Supernatural, la celebre serie con Jared Padalecki e Jensen Ackles che per quindici stagioni ha raccontato le avventure dei fratelli Winchester. Le somiglianze, però, non si limitano ai mostri o ai demoni: entrambe le opere condividono una precisa idea di racconto, costruita attorno ai legami di sangue, al peso del destino e alla continua lotta tra umanità e oscurità. Proprio questa parentela narrativa rende Devil May Cry una delle migliori eredi spirituali di Supernatural.

Devil May Cry riprende la struttura narrativa di Supernatural ma la porta verso un fantasy ancora più spettacolare

Devil May Cry

Il primo elemento che accomuna le due serie è la loro costruzione narrativa. Come Supernatural, anche Devil May Cry parte da una struttura apparentemente episodica, in cui il protagonista affronta creature sempre diverse e missioni indipendenti. Progressivamente, però, questi scontri iniziano a comporre un disegno molto più ampio, fatto di antiche profezie, guerre tra mondi e rivelazioni sul passato dei protagonisti.

Questa evoluzione permette alla serie di aumentare continuamente la posta in gioco. Se all’inizio Dante sembra semplicemente un cacciatore di demoni mercenario, con il passare degli episodi emerge un conflitto molto più profondo che riguarda la sua stessa identità. La narrazione, proprio come accadeva con Sam e Dean Winchester, utilizza i casi della settimana per costruire lentamente una mitologia complessa che diventa il vero cuore della storia.

La differenza principale è rappresentata dal linguaggio visivo. Dove Supernatural rimaneva legato ai limiti della produzione live action, Devil May Cry sfrutta completamente le possibilità dell’animazione, trasformando ogni combattimento in una sequenza spettacolare fatta di movimenti impossibili, effetti visivi e coreografie che ricordano direttamente il videogioco originale.

Dante e Vergil raccontano lo stesso conflitto che ha reso iconici Sam e Dean Winchester

Il vero punto di contatto tra le due opere è però il rapporto tra i fratelli protagonisti. In Devil May Cry, Dante e Vergil rappresentano due modi opposti di affrontare il proprio destino. Il primo rifiuta la parte demoniaca della propria natura e sceglie di proteggere gli esseri umani; il secondo, invece, decide di abbracciare quel potere, convinto che soltanto la forza assoluta possa cambiare il mondo.

Una dinamica sorprendentemente vicina a quella costruita da Supernatural, dove Sam e Dean finiscono spesso su fronti diversi pur condividendo lo stesso obiettivo finale. Entrambe le serie raccontano infatti come il vero nemico non sia soltanto il male esterno, ma il modo in cui ogni protagonista sceglie di convivere con il proprio lato oscuro.

Questo conflitto rende Devil May Cry qualcosa di molto più interessante di un semplice anime d’azione. Dietro gli scontri spettacolari si nasconde una riflessione continua sull’identità, sull’eredità familiare e sulla possibilità di scegliere chi diventare, anche quando il proprio destino sembra già scritto.

L’animazione permette a Devil May Cry di spingersi oltre ogni limite del fantasy televisivo

Se Supernatural ha conquistato milioni di spettatori grazie ai suoi personaggi, Devil May Cry riesce a sfruttare il mezzo animato per amplificare tutto ciò che nella serie live action poteva soltanto essere suggerito. Demoni giganteschi, città devastate, poteri sovrannaturali e combattimenti impossibili diventano parte integrante della narrazione senza perdere credibilità.

Anche il tono cambia sensibilmente. L’anime abbraccia completamente un’estetica fatta di eccessi, ironia, musica heavy metal e scene d’azione sopra le righe, trasformando ogni episodio in uno spettacolo visivo. È proprio questa libertà che rende Devil May Cry una sorta di “Supernatural senza freni”, capace di esasperare gli elementi più spettacolari del genere fantasy fino a farli diventare la propria cifra stilistica.

Il risultato è una serie che non cerca mai il realismo, ma punta costantemente all’intrattenimento più puro, mantenendo comunque una forte componente emotiva grazie ai suoi protagonisti.

Anche Supernatural ha avuto un anime, ma Devil May Cry rappresenta la sua evoluzione naturale

Esiste un altro elemento curioso che lega direttamente le due opere. Nel 2011 venne infatti realizzato Supernatural: The Animation, una versione anime che adattava parte delle prime stagioni della serie originale aggiungendo nuove scene e approfondimenti narrativi.

Sebbene quel progetto sia rimasto molto meno conosciuto rispetto alla serie principale, rappresentava già un tentativo di immaginare i fratelli Winchester all’interno di un linguaggio visivo più dinamico e spettacolare. Devil May Cry sembra raccogliere proprio quell’eredità, sviluppandola però con una produzione moderna e con un’identità completamente autonoma.

Con due stagioni già disponibili e una terza prevista nel 2027, la serie Netflix si conferma oggi una delle produzioni fantasy più solide della piattaforma. Per chi ha amato l’equilibrio tra horror, azione e rapporti familiari costruito da Supernatural, Devil May Cry rappresenta probabilmente la proposta più vicina, ma anche quella capace di spingersi oltre grazie alle possibilità offerte dall’animazione.

Redazione
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