House of the Dragon ha svelato il suo inganno su Daeron Targaryen fin dall’inizio

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Il terzo episodio della terza stagione di House of the Dragon mette in scena uno dei colpi di scena più riusciti della Danza dei Draghi. Convinta di aver ottenuto un vantaggio decisivo catturando Daeron Targaryen, Rhaenyra scopre invece di essere caduta in una trappola orchestrata da Lord Ormund Hightower. Il presunto quarto figlio di Alicent non è infatti il vero principe, ma un sosia utilizzato per guadagnare tempo e permettere all’esercito dei Verdi di colpire quando i Neri si sentono ormai al sicuro.

La rivelazione, però, non arriva dal nulla. La serie dissemina fin dall’inizio dell’episodio diversi dettagli che anticipano l’inganno, trasformando il colpo di scena in una dimostrazione della cura con cui House of the Dragon costruisce la propria narrazione. Il comportamento di Tessarion, alcune scelte apparentemente illogiche di Daemon e perfino precedenti apparizioni del vero Daeron diventano tasselli di un puzzle che acquista senso soltanto dopo la rivelazione finale.

Il comportamento di Tessarion rivela subito che il Daeron catturato non è quello vero

TessarionL’indizio più evidente è affidato proprio al drago. Durante l’incontro tra Daemon Targaryen e Ormund Hightower, Tessarion reagisce in maniera insolita quando viene chiamato il nome di Daeron. Invece di riconoscere immediatamente il proprio cavaliere, la cosiddetta Regina Blu mostra un momento di evidente esitazione, come se qualcosa non tornasse. È un dettaglio rapidissimo ma significativo, perché nell’universo creato da George R.R. Martin il legame tra un drago e il suo cavaliere è unico e quasi impossibile da ingannare. A questo si aggiunge un’altra anomalia: Daemon accetta di prendere in ostaggio il presunto Daeron senza pretendere anche Tessarion. Una scelta sorprendente, considerando che lasciare un drago adulto nelle mani del nemico significa rinunciare a un enorme vantaggio strategico. Quando successivamente un domatore di draghi ferito raggiunge Approdo del Re per raccontare il saccheggio di Tumbleton, diventa chiaro che Tessarion non aveva mai lasciato davvero l’esercito degli Hightower, confermando definitivamente che il principe catturato era soltanto una pedina sacrificabile.

L’inganno di Ormund Hightower dimostra che la guerra si combatte prima con l’intelligenza che con i draghi

Lo scambio di persona rappresenta molto più di un semplice colpo di scena. Ormund Hightower dimostra infatti di aver compreso perfettamente la natura della guerra civile che sta devastando Westeros. Nella Danza dei Draghi non basta possedere più draghi o l’esercito migliore: vincere significa costringere l’avversario a prendere decisioni sbagliate. Consegnando ai Neri un falso Daeron, Ormund induce Rhaenyra a credere di aver neutralizzato una delle principali risorse militari dei Verdi. Questa falsa sicurezza permette invece all’esercito Hightower di colpire Tumbleton e cambiare nuovamente gli equilibri del conflitto. È una strategia perfettamente coerente con la tradizione politica di House of the Dragon, dove gli inganni e la manipolazione hanno spesso un peso maggiore delle battaglie. Rhaenyra perde così non soltanto un vantaggio tattico, ma anche parte della propria credibilità come leader, dimostrando quanto sia vulnerabile quando si affida troppo alle apparenze.

Il vero Daeron era già apparso nella serie e House of the Dragon aveva preparato questa rivelazione da tempo

Uno degli aspetti più interessanti della rivelazione è che il vero Daeron Targaryen era già stato mostrato agli spettatori. Nella première della terza stagione compare infatti accanto a Ormund Hightower durante l’arrivo di un messaggero inviato da Alicent. La serie lo presenta però con capelli rossicci, ereditati dal ramo Hightower della famiglia, rendendolo praticamente irriconoscibile agli occhi di chi si aspettava il classico aspetto valyriano. Ancora prima, il finale della seconda stagione aveva mostrato Daeron in volo su Tessarion mentre l’esercito Hightower iniziava la propria marcia. Anche i dialoghi delle stagioni precedenti avevano preparato il terreno, raccontando come il giovane fosse cresciuto a Oldtown sotto la tutela dello zio Ormund e descrivendolo come un ragazzo intelligente, disciplinato e rispettato. Tutti elementi che acquistano un nuovo significato dopo la scoperta dello scambio di persona e dimostrano come gli autori abbiano costruito il mistero con largo anticipo.

Il falso Daeron richiama una delle strategie più ricorrenti nelle opere di George R.R. Martin e anticipa le prossime battaglie

L’utilizzo di un’identità falsa richiama uno dei temi più frequenti nell’universo narrativo di George R.R. Martin: il potere della percezione. Già in Game of Thrones Theon Greyjoy aveva cercato di far credere al mondo di aver ucciso Bran e Rickon Stark mostrando i corpi di due ragazzi innocenti, mentre nei romanzi compare anche la vicenda di Jeyne Poole costretta a impersonare Arya Stark. In tutti questi casi il vero obiettivo non è sostituire una persona, ma manipolare le decisioni politiche degli avversari. Lo stesso accade con Daeron. L’inganno permette ai Verdi di ottenere un vantaggio strategico immediato e prepara uno degli scontri più importanti della Danza dei Draghi, la Battaglia di Tumbleton. Il vero Daeron, ancora libero insieme a Tessarion, diventa infatti una risorsa militare decisiva, mentre Rhaenyra si ritrova costretta a reagire dopo aver scoperto troppo tardi di essere stata vittima di una delle più brillanti operazioni di depistaggio viste finora nella serie.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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