Perché gli X-Men della Marvel sono sparsi nel tempo in X-Men ’97 – Stagione 2?

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I primi episodi di X-Men ’97 – Stagione 2 risolvono finalmente uno dei più grandi interrogativi lasciati dal finale della stagione precedente: chi ha disperso gli X-Men nel tempo e, soprattutto, perché. Dopo la caduta di Asteroid M, gli eroi sembravano essere stati salvati da una forza sconosciuta, ma la nuova stagione rivela che dietro quel viaggio temporale non c’era un incidente, bensì un piano studiato per impedire l’ascesa di uno dei nemici più pericolosi della storia mutante.

La risposta non serve soltanto a spiegare un mistero narrativo. La serie utilizza il viaggio nel tempo per collegare diverse epoche dell’universo Marvel e costruire una storia che coinvolge Apocalisse, Cable e una figura chiave dei fumetti come Mother Askani. Il risultato è una trama che amplia enormemente la mitologia degli X-Men e prepara sviluppi destinati ad avere conseguenze per tutta la stagione.

Perché gli X-Men vengono dispersi nel tempo e chi è davvero responsabile del loro salvataggio

Il finale della prima stagione mostrava gli X-Men scomparire pochi istanti prima della distruzione provocata dalla caduta di Asteroid M, lasciando volutamente senza risposta il motivo del loro improvviso viaggio temporale. Il primo episodio della seconda stagione chiarisce finalmente che non si è trattato di un evento casuale. A salvarli è stata infatti Mother Askani, una potentissima figura che aveva previsto la morte imminente della squadra e ha deciso di intervenire prima che fosse troppo tardi.

La sua scelta, però, non nasce soltanto dal desiderio di salvare gli X-Men. Mother Askani aveva bisogno del loro aiuto per affrontare una minaccia destinata a estendersi attraverso il tempo: Apocalisse. Per questo divide la squadra in due gruppi distinti, inviandone uno nell’Antico Egitto con l’obiettivo di impedire che En Sabah Nur diventi il futuro Apocalisse, mentre l’altro viene trasportato nel XL secolo per contribuire alla formazione di Nathan Summers, destinato a diventare Cable e a guidare la lotta contro il tiranno mutante nel futuro.

x-men '97 - stagione 2Il piano di Mother Askani cambia il significato del finale della prima stagione

La rivelazione modifica completamente il modo in cui può essere interpretato il finale della prima stagione. Inizialmente il viaggio temporale sembrava rappresentare soltanto una via di fuga per evitare la morte degli X-Men. I nuovi episodi mostrano invece che il salvataggio era parte di una strategia molto più ampia, costruita intorno alla convinzione che il destino di Apocalisse possa essere modificato soltanto intervenendo contemporaneamente in epoche diverse.

Questa struttura narrativa rafforza uno dei temi centrali della serie: il tempo non è una semplice ambientazione, ma un campo di battaglia. Ogni scelta compiuta nel passato influenza il futuro, mentre gli eventi futuri condizionano inevitabilmente il presente. Gli X-Men si ritrovano così a combattere non soltanto contro un nemico, ma contro il concetto stesso di destino, cercando di interrompere un ciclo che sembra destinato a ripetersi.

Nathan Summers, Cable e il legame con Apocalisse diventano il centro della stagione

Uno degli aspetti più importanti dei nuovi episodi riguarda Nathan Summers. Nel futuro, Jean Grey e Ciclope possono finalmente trascorrere del tempo con il figlio ormai adolescente, comprendendo quanto il suo destino sia strettamente intrecciato a quello di Apocalisse. Mother Askani non li ha convocati soltanto per proteggerli, ma perché la loro presenza è fondamentale nella formazione dell’uomo che diventerà Cable.

Alla fine del secondo episodio Nathan ottiene un significativo incremento dei propri poteri e riesce a rimandare parte degli X-Men negli anni Novanta. Questo sviluppo dimostra come il viaggio temporale non sia soltanto uno strumento narrativo, ma anche il mezzo attraverso cui Cable assume progressivamente il ruolo di protagonista della guerra contro Apocalisse. La sua crescita personale coincide con l’evoluzione dell’intera stagione, rendendolo il punto di raccordo tra le diverse linee temporali.

x-men '97 - stagione 2Il viaggio nel tempo non è finito: Apocalisse, Rama-Tut e Kang ampliano la storia

Sebbene una parte degli X-Men riesca a fare ritorno nel proprio presente, la trama legata ai viaggi temporali è tutt’altro che conclusa. Charles Xavier, Magneto, Rogue e gli altri membri rimasti nell’Antico Egitto continuano infatti a operare nel passato, dove scoprono che il faraone dominante è Rama-Tut, una delle identità più celebri di Kang il Conquistatore nei fumetti Marvel.

Questa presenza amplia ulteriormente la portata della storia. Rama-Tut rappresenta infatti il legame tra la saga di Apocalisse e quella dei grandi viaggiatori del tempo dell’universo Marvel. Anche Apocalisse possiede la capacità di attraversare le epoche, così come Cable, creando un intreccio in cui diverse figure sono in grado di alterare continuamente la storia. La seconda stagione sembra quindi suggerire che il vero conflitto non riguarderà soltanto la sconfitta di Apocalisse, ma il controllo stesso della linea temporale, trasformando il tempo nel principale teatro della guerra mutante.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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