Per milioni di spettatori, il volto di Undici è indissolubilmente legato a quello di Millie Bobby Brown. Nel corso di cinque stagioni di Stranger Things, l’attrice è diventata uno dei simboli assoluti della serie Netflix, contribuendo a trasformare il personaggio in una delle figure più riconoscibili della televisione contemporanea. Per questo motivo, quando è stato annunciato lo spin-off animato Stranger Things: Tales From ’85, molti fan avevano dato per scontato che Brown sarebbe tornata almeno come doppiatrice.
La nuova serie animata ha invece scelto una strada diversa. Undici è stata affidata a Brooklyn Davey Norstedt, che ha sostituito la protagonista originale. La decisione ha sorpreso parte del pubblico, soprattutto perché Tales From ’85 è ambientato in un periodo già esplorato dalla serie live-action e riporta in scena versioni più giovani dei protagonisti storici. Tuttavia, dietro il recasting non ci sono questioni contrattuali o creative legate all’attrice, ma una precisa scelta narrativa voluta dagli autori.
Non è stata infatti soltanto Undici a essere reinterpretata. Tutti i personaggi principali tornati nello spin-off hanno ricevuto nuove voci, una decisione che punta a ricreare l’atmosfera delle prime stagioni e a restituire ai protagonisti la stessa energia adolescenziale che aveva conquistato il pubblico nel 2016.
Lo showrunner spiega perché il cast originale non avrebbe funzionato nello spin-off
A chiarire la questione è stato lo showrunner Eric Robles, che ha spiegato come la produzione abbia voluto privilegiare l’autenticità dei personaggi rispetto alla continuità con gli interpreti originali.
“Coinvolgere il cast originale avrebbe significato utilizzare voci ormai adulte. Tutti crescono e maturano. Avere personaggi disegnati come nella seconda stagione ma con voci più profonde e mature avrebbe creato un effetto stonato. Volevamo recuperare quella freschezza che i fratelli Duffer hanno sempre amato delle prime stagioni. Cercavamo la spontaneità, il modo naturale di parlare che quei ragazzi avevano all’inizio della serie.”
Le parole di Robles aiutano a comprendere la filosofia che guida Tales From ’85. Lo spin-off non vuole semplicemente raccontare nuove avventure ambientate a Hawkins, ma cerca di riportare il pubblico all’epoca in cui i protagonisti erano ancora bambini e il senso di scoperta dominava la narrazione.
Da questo punto di vista, il ritorno di Millie Bobby Brown sarebbe stato problematico. L’attrice oggi è adulta e la sua voce è inevitabilmente cambiata rispetto a quella che caratterizzava Undici nelle prime stagioni. Lo stesso discorso vale per Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin e gli altri membri del cast storico.
La scelta di affidare il ruolo a Brooklyn Davey Norstedt permette quindi di mantenere una maggiore coerenza con l’età dei personaggi rappresentati nello spin-off. Anche se per molti spettatori Millie Bobby Brown resterà sempre l’Undici definitiva, la nuova interpretazione appare perfettamente in linea con gli obiettivi della serie animata.
La seconda stagione espanderà il mistero del fiore blu e introdurrà una nuova minaccia
Il buon riscontro ottenuto dalla prima stagione ha già convinto Netflix a ordinare una seconda stagione di Stranger Things: Tales From ’85, attualmente prevista per l’autunno del 2026.
Lo stesso Eric Robles ha anticipato alcuni dettagli sui prossimi episodi:
“Siamo entusiasti di tornare nell’inverno del 1985 per la seconda stagione. L’Hawkins Investigators Club è pronto a tornare e una nuova minaccia paranormale emergerà dalle miniere d’argento abbandonate della città. Non vedo l’ora che i fan scoprano dove porteranno i nostri giovani protagonisti questa misteriosa entità e il fiore blu che abbiamo visto sbocciare nel Sottosopra alla fine della prima stagione.”
L’elemento più intrigante riguarda proprio il fiore blu apparso nel finale della prima stagione. La dichiarazione conferma che la serie animata sta costruendo una propria narrazione seriale e che molti dei misteri introdotti finora avranno conseguenze importanti nei nuovi episodi.
Le miniere abbandonate di Hawkins e la nuova creatura soprannaturale suggeriscono inoltre che Tales From ’85 stia cercando di espandere la mitologia della saga oltre i confini già esplorati dalla serie principale. Una scelta che potrebbe rivelarsi fondamentale per il futuro del franchise, soprattutto in vista della conclusione definitiva della storia principale con Stranger Things 5.
Lo spin-off animato dimostra così di voler diventare qualcosa di più di una semplice operazione nostalgica. E proprio la scelta di affidarsi a nuove voci e a nuovi misteri potrebbe essere uno degli elementi che permetteranno alla serie di costruire una propria identità all’interno dell’universo di Stranger Things.

