Hulu ha ufficialmente rinnovato The Testaments per una seconda stagione, consolidando il ritorno nell’universo distopico di The Handmaid’s Tale dopo il forte successo ottenuto dalla serie nelle prime settimane di distribuzione. Il sequel creato da Bruce Miller ha superato i 45 milioni di ore visualizzate globalmente, confermandosi come uno dei titoli streaming più importanti del 2026.
L’annuncio arriva mentre la prima stagione è ancora in corso, con otto episodi già disponibili su Hulu e Disney+. Secondo Deadline, la serie ha registrato una crescita costante settimana dopo settimana: il quarto episodio aveva già segnato un aumento del 20% rispetto al debutto, mentre l’episodio 8 è cresciuto del 76% rispetto alla premiere nel primo giorno di streaming. Basata sul romanzo sequel di Margaret Atwood, la serie segue Agnes e Daisy, due giovani ragazze cresciute dentro e fuori Gilead, mentre vengono trascinate nel sistema educativo e ideologico guidato da Zia Lydia, interpretata ancora da Ann Dowd.
Il rinnovo così rapido dimostra che Hulu non considera The Testaments una semplice eredità di The Handmaid’s Tale, ma un vero nuovo pilastro narrativo del franchise. E il dato più interessante è proprio questo: la serie sembra riuscire a trasformare l’universo di Gilead da racconto di sopravvivenza individuale a saga generazionale, spostando il focus sulle conseguenze culturali e ideologiche del regime.
Agnes, Daisy e Zia Lydia: la nuova generazione di Gilead cambia prospettiva
A differenza di The Handmaid’s Tale, centrata principalmente sul punto di vista di June Osborne, The Testaments amplia il racconto mostrando come il sistema di Gilead abbia iniziato a plasmare un’intera nuova generazione. Agnes, cresciuta dentro il regime, e Daisy, proveniente dall’esterno, incarnano due visioni opposte dello stesso mondo e trasformano la serie in un racconto di formazione politico e religioso.
Il personaggio di Zia Lydia assume inoltre un peso ancora più centrale rispetto alla serie originale. Bruce Miller ha già anticipato che le prossime stagioni esploreranno in profondità la sua origin story, suggerendo che “The Testaments” voglia ridefinire una delle figure più complesse e ambigue dell’intero franchise.
Anche il ritorno di Elisabeth Moss nei panni di June Osborne, seppur in forma limitata, rafforza il collegamento diretto con la serie madre, ma il successo degli ascolti indica che il pubblico sta accettando sempre più l’idea di un universo narrativo autonomo.
