Miss You, Love You, recensione della serie con Allison Janney

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I tempi sono cambiati, e indietro verosimilmente non si torna. Che sia un bene o meno resta onestamente da decidere… Un lungometraggio che una ventina d’anni fa (o forse anche meno) sarebbe potuto diventare uno degli “sleeper”della stagione cinematografica, arrivando magari a sorprendere durante la stagione dei premi, nel 2026 viene relegato direttamente allo streaming, e c’è paradossalmente da essere sollevati che la HBO abbia deciso di offrirlo al proprio pubblico. Stiamo parlando ovviamente di Miss You, Love you, prima regia da solista di quel Jim Rash che insieme al collega Nat Faxon aveva vinto l’Oscar per l’adattamento di Paradiso amaro e aveva diretto due opere interessanti come The Way Way Back e Downhill.

Il suo nuovo lavoro è in sostanza un lungo, corposo duetto tra i due personaggi in scena: da una parte troviamo Dianne (Allison Janney), la quale ha appena perso l’amato marito e deve organizzare tutto per l’incombente funerale. Il suo distante e disinteressato figlio le invia il proprio assistente personale Jamie (Andrew Rannells) perché l’aiuti a sbrigare tutte le faccende. Questi due sconosciuti, entrambi a modo loro tormentati dalle proprie vicende personali, dovranno in pochi giorni imparare almeno a convivere e affrontare il dolore della perdita.

Miss You, Love You è un dramma da camera

Ambientato pressoché interamente in una casa in mezzo al deserto del New Mexico (avete presente la serie di Apple TV Pluribus? Praticamente ci troviamo di fronte lo stesso setting), Miss You, Love You è un dramma da camera con momenti di leggerezza il quale dopo neppure cinque minuti si rivela già pienamente come veicolo perfetto per le performance sontuose degli attori principali. Alcuni spettatori probabilmente storceranno il naso etichettando Miss You, Love You come “semplice teatro filmato”, come se questo fosse tutto sommato facile da realizzare. Jim Rash adopera l’unità di luogo in maniera spigliata, orchestrando gli spazi per renderli di volta in volta partecipi al tono e allo stato emotivo dei personaggi. La regia si sviluppa come “invisibile” nel miglior senso del termine, adoperando ad esempio primi e primissimi piani con tempismo drammatico pressoché perfetto. La messa in scena del film è tanto “pulita” quanto indubbiamente efficace, soprattutto se si ricorda che il suo obiettivo primario è stato fin da subito dichiarato come quello di avvalorare al massimo le prove dei due attori quasi sempre in scena l’un contro l’altra armati. E qui passiamo necessariamente a parlare degli interpreti: il veterano del piccolo schermo Andrew Rannells (Girls, The New Normal) offre una prova matura, composta e profonda nel ruolo di Jamie, riuscendo a mostrarne le sfaccettature e il dolore sopito. Un secondo violino prezioso e preciso, che merita un applauso tutto suo.

Il cuore pulsante di Miss You, Love you rimane ovviamente Allison Janney, colei che reputiamo la più versatile, carismatica ed elegante attrice dello showbusiness americano contemporaneo. In questo dramma conferma ancora una volta che, dopo una carriera passata a mostrare la sua grandezza in iconici ruoli di contorno, anche da protagonista può essere semplicemente vibrante. La sua Dianne è un personaggio strutturato che le avrebbe consentito spesso e volentieri di indulgere in una prova istrionica e tonante. E invece la Janney dimostra di aver “letto” il personaggio nelle sue sfumature più profonde, e lo tratteggia trattenendo la frustrazione e il dolore in profondità. Per questo la vedova scontrosa, arcigna e tagliente che vediamo in Miss You, Love You è simile a molte altre viste in precedenza ed allo stesso tempo è una figura nuova, scolpita dall’attrice con tratti e pennellate di umanità sofferta. Una prova maestosa proprio perché  cadenzata attraverso un dolore che rimane sempre quotidiano, personale, senza mai aver la presunzione di diventare universale.

Miss You, Love you è un piccolo grande dramma da camera che speriamo trovi il consenso del pubblico dello streaming. Possiede due protagonisti in stato di grazia, un regista/sceneggiatore acuto e preciso nel racconto (anche per immagini), e una volontà sincera di fare cinema che parli al proprio pubblico con sentimenti. A noi è bastato e avanzato per amarlo.

Miss You, Love You
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Sommario

Miss You, Love you è un piccolo grande dramma da camera che speriamo trovi il consenso del pubblico dello streaming.

Adriano Ercolani
Adriano Ercolani
Critico cinematografico e curatore editoriale - Nato a Roma nel 1973, è laureato in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza. Dopo gli esordi nella produzione audiovisiva, dal 2006 lavora a Coming Soon Television sviluppando competenze anche nel giornalismo televisivo. Dal 2011 vive a New York come corrispondente di cinema per Comingsoon.it e Cinefilos.it ed è membro dei Critics Choice Awards.

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