Agents of SHIELD 2×20 recensione dell’episodio con Dichen Lachman

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Chloe Bennet e Kyle MacLachlan

Mentre si avvicina sempre più il doppio episodio di martedì 12 maggio, in cui conosceremo finalemtne le sorti dei protagonisti, Agents of SHIELD 2×20 ci mette davanti a una nuova situazione inedita, in cui i protagonisti devono far fronte a ciò che è accaduto in Sokovia con Ultron e gli Avengers, e devono fare fronte comune alla minaccia degli Inumani. Ognuno con le proprie ferite e le proprie cicatrici, tutti gli attori principali di questa movimentata vicenda si mettono in gioco, alcuni rivelandosi migliori, altri peggiori di quello che potevamo immaginare.

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Ruth Negga
 

Come già detto altrove, e già riscontrato nella prima stagione, il secondo ciclo di Agents of SHIELD ha preso ritmo, frenetico e coinvolgente, nell’ultimissima parte dell’arco narrativo stagionale. Sappiamo che adesso Skye (Chloe Bennet) non si sente più legata esclusivamente allo SHIELD e a Coulson (Clark Gregg), ma che si sente anche parte di qualcosa di più grande e importante, gli Inumani. Siamo anche a conoscenza che Coulson e May (Ming-Na Wen) non sono più alleati come un tempo e che i troppi segreti hanno scavato un solco tra di loro e hanno incrinato l’incrollabile fiducia che li legava. Sappiamo anche che Ward (Brett Dalton) non è ancora fuorigioco e che il suo temporeggiare sarà soltanto un diversivo per poter attaccare. Intanto però una nuova minaccia sorge tra le fila degli Inumani, una madre ferita e minacciata, e una persona cattiva, pronta a tutto per soddisfare ogni suo desiderio.

Non senza qualche sobbalzo, Scars si conferma un buon episodio, all’altezza del precedente, e ben calibrato per dispiegare, in occasione del gran finale, le carte per l’ultima avvincente mano da giocare.

Voto: 3/5 stelle

RASSEGNA PANORAMICA

Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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