American Horror Story Coven 3×08 recensione dell’episodio con Jessica Lange

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    American Horror Story Coven si prepara alla conclusione e lo fa nel suo stile, con quello che ci ha abituato nelle scorse stagioni. Se da un lato The Sacred Taking è un episodio tecnicamente impeccabile, grazie alla regia Alfonso Gomez-Rejon, dall’altro la sceneggiatura di Ryan Murphy utilizza delle scorciatoie, per non parlare di storie riempitive inconsistenti, come il teen drama del triangolo Madison-Zoe-Kyle.

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    Siamo spiazzati dalla crudeltà di Queenie (Gabourey Sidibe) che non esita a strappare il cuore a un vagabondo, stupratore di ragazze. Il disagio e l’emarginazione per non essere parte della congrega, ha spinto la ragazza ad allearsi con Marie Laveau (Angela Basset). Dall’episodio del Minotauro, avevamo il sospetto che Queenie nascondesse grande sensibilità per le dinamiche dell’accettazione da parte di se stessa e degli altri, tuttavia c’è stato un vero e proprio salto per il personaggio che passa dall’uccidere a sangue freddo ad accudire con affetto Madame Lalaurie (Kathy Bates). Le streghe della congrega e quelle voodoo stanno combattendo contro lo stesso nemico: Fiona (Jessica Lange). Alla Suprema non resta che agonizzare attendendo la morte, crogiolandosi nei suoi fallimenti ma trovando l’amore di Axeman (Danny Huston). Quella che credeva fosse la nuova Suprema, Madison, è tornata in vita e, grazie ai suoi poteri, ha resuscitato anche Myrtle Snow (Frances Conroy). Cordelia (Sarah Paulson) è decisa a eliminare la madre facendo leva sulla sua fragilità psicologica, ma il suo piano lascia alcune domande. Perché far credere a Fiona che Madison è la Suprema? Per convincerla che il suo potere si sta prosciugando. Ma come spiegare la miracolosa riabilitazione quando lo spirito di Spalding le rivela che è tutto frutto di una congiura?

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    Ecco gli escamotage della sceneggiatura, che, in mancanza di elementi li crea all’occorrenza. Sapevamo dall’inizio che, prima o poi, sarebbe arrivato il momento dello scontro tra la congrega e Laveau, ma sembrava che questa conclusione scontata avesse lasciato il posto a una diversa svolta della trama: Fiona, e magari Axeman, contro tutti. E, invece, facciamo un passo indietro. L’unico contatto sincero di Cordelia verrà proprio dalla madre, alla fine dell’episodio, quando per la prima volta le dice di essere fiera di lei. Ironico, forse affrettato a poche puntate dalla fine, ma coerente con il personaggio di Fiona, che riesce finalmente a rispecchiarsi nella figlia. Il pericolo comune del cacciatore di streghe le ha fatte riavvicinare, ma la Suprema uscente avrà sotterrato l’ascia di guerra? Misty Day (Lily Rabe) è veramente la nuova Suprema? Interrogativi che stuzzicano l’immaginazione ma che non nascondono alcune pecche di scrittura. A farci storcere il naso è anche la gestione di personaggi come quelli di Evan Peters, Frances Conroy e Kathy Bates praticamente irrilevanti e poco sfruttati.