Arrow 3×05 recensione dell’episodio con Emily Bett Rickards

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    The Secret origin of Felicity Smoak è uno degli episodi più attesi di questa folle terza stagione di Arrow. E’ da più di un mese infatti che, il web a suon di immagini e trailer, intrattiene un fandom diventato ormai sconfinato. L’episodio forse nella sua interezza non è stato perfetto come tutti si aspettavano, ma nel suo piccolo, ha aggiunto un tassello al puzzle eclettico e complesso di questa fulminante terza stagione. Una rivelazione finale lascia tutti senza fiato, ed due speciali guest star, transitano nel già affollato universo di Starling City.

    Arrow 3x05E dal mondo del cyberspazio che arriva un nuovo pericolo per la città di Starling. Oliver aiutato da Felicity (Emily Bett Rickards), cerca di venire a capo dell’intricato mistero, ma quest’ultima dovrà badare non solo all’arrivo inaspettato di sua madre (Charlotte Ross ora nel cast di Hit The Floor), ma dovrà badare anche al torbido passato che incombe nel suo presente. L’episodio infatti in maniera dettagliata, apre una lunga parentesi sul passato di Felicity prima che il suo dolce sguardo incontrasse quello intenso e deciso di Oliver (Stephen Amell). 5 anni prima era un hacker, fidanzata con un ragazzo scaltro e dalle grandi ambizioni (Noah Funk); per un caso fortuito, Cooper il ragazzo di Felicity, è finito in prigione. Creduto morto, in seguito, la donna decide di chiudere quella parentesi della sua vita. Ma il passato ritorna prepotentemente nel suo presente, e richiedere l’aiuto di Oliver è prettamente indispensabile. Sullo sfondo rimangono Thea (Willa Holland) e Laurel (Katie Cassidy) che continuano la loro crescita emotiva, ma un drammatico colpo di scena, che riguarda il personaggio di Roy (Colton Haynes), chiude in grande stile un episodio al di sotto delle aspettative.

    Arrow 3x05 - 2Seppur lo show televisivo mantiene alto il suo appeal nei confronti del pubblico (dato che gli ascolti sono in crescita), The Secret Origin of Felicity Smoak, non rientra nella rosa degli episodi più stilizzati fino ad ora trasmessi. La narrazione è fluida ma non articolata, i colpi di scena sono prevedibili ma d’impatto, e l’atmosfera seppur drammatica viene smorzata da una ventura comica elettrizzante ma che, con il passar dei minuti, rende lo sviluppo dell’episodio troppo frivolo. E’ quindi in questo particolare che ritroviamo il punto debole dell’episodio stesso; se a funzionare sono sia i flashback (dove compare una Felicity Dark ma dal grande fascino) che l’intero plot, questa voglia di far ridere il pubblico e smorzare troppo l’atmosfera tesa ed asfissiante, fa capire come i produttori stessi hanno voluto regalare ai fan un episodio diverso dai precedenti e, chissà, far prendere una nuova direzione alla show. Un po’ in disparte rimangono Thea, Laurel e Roy, dove su quest’ultimo si profila all’orizzonte qualcosa di interessante.

    Cosa ci è piaciuto: il passato di Felicity, l’arrivo di Donna e la forte alchimia  tra la nerd-cool e Ray Palmer
    Cosa non ci è piaciuto: l’atmosfera frivola e la piattezza del villain dell’episodio

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    Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.