Arrow 3×10 recensione dell’episodio con Stephen Amell

Finalmente eccoci tornati in quel di Starling City. Dopo la pausa natalizia anche Arrow sfreccia di nuovo in tv con Left Behind, il decimo episodio di questa scoppiettante terza stagione. Lo Show della The CW da poco rinnovato per un quarto ciclo di episodi, fa ritorno appunto in tv senza delle reali emozioni. L’hype costruito attorno a Left Behind lascia il pubblico un po’ deluso, perché a conti fatti, l’intreccio si sviluppa nella maniera più convenzionale possibile senza che lo spettatore rimanga coinvolto fino in fondo nella narrazione.

 

Arrow-3x10-2Sono passati appena tre giorni da quando Oliver, per salvare sua sorella dalle leggi della Lega degli Assassini, ha deciso di sfidare il diabolico Ra’s Al Ghul (Matt Nable). Di lui si sono perse le tracce e il Team Arrow, deve affrontare da solo una nuova minaccia in città. Diggle (David Ramsey) e Roy (Colton Haynes) infatti devono fermare un pericoloso gruppo malavitoso che, nel vero senso del termine, sta riorganizzando l’egemonia della criminalità a Starling. Un pericolo che sfugge tra le mani dei nostri beniamini, che senza l’aiuto di Oliver (Stephen Amell), non riescono a sventrare. Nel momento che anche Felicity (Emily Bett Rickards) si abbandona all’idea che l’arciere sia morto, Oliver invece è privo di sensi ai piedi della montagna ed una sua vecchia conoscenza di Hong Kong, lo porta in salvo. Il protagonista è senza forze, distrutto nello spirito e nel corpo, ma forse c’è ancora una probabilità che lo stesso Arciere risorga dalle sue stesse ceneri.

Left BehindLeft Behind quindi è un episodio di passaggio, riprende i fili della vicenda e, con molta parsimonia, mette in moto una nuova serie di eventi che animeranno appunto la seconda parte della stagione. La morte apparente di Arrow è stato uno tra i plot twist più brillanti della serie, ma in realtà da questo episodio ci aspettavano qualcosa di più: non c’era il pathos, le emozioni erano superflue ed inconsistenti, e benché c’era la consapevolezza che Oliver fosse sopravvissuto allo scontro, i suoi amici ed amanti, non hanno affrontato con il giusto carico emotivo la valanga di situazioni che si sono trovati davanti. Degno di nota è il personaggio di Laurel (Katie Cassidy), l’unica che reagisce con cognizione di causa arrivando ad abbracciare l’eredità di sua sorella; Diggle è quasi impassibile di fronte a tutto questo, mentre Roy affronta il tutto con un pizzico di determinatezza quasi come se volesse trovare in questo avvenimento un modo per affrontare le sue paure. Non piace per nulla il legame di Felicity e Palmer (Brandon Routh), anche se quest’ultimo vince per charme e determinatezza.

Dunque il decimo episodio di questa terza stagione non colpisce fino in fondo. Ottima la release scenica e le performance attoriali, ma ci aspettava un vero stravolgimento del plot che a quanto pare è posticipato a data da depistarsi. Intanto dalla settimana prossima inizia famigerata Trilogia di Black Canary

VOTO: 3/5 stelle

RASSEGNA PANORAMICA

Carlo Lanna
Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.
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