Arrow 3×19 recensione dell’episodio con Stephen Amell

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Ad un passo dal finale di stagione, Arrow con l’episodio intitolato Broken Arrow, riesce a stupire  e  ad emozionare come non mai. In quel di Starlig City infatti la scelta di Roy apre una lunga digressione narrativa sull’essere o meno un buon eroe, mentre la minaccia del Demone (alias Ra’s Al Ghul), sferra un colpo deciso al Team Arrow. L’episodio è stato quindi brillante ed ha superato qualsivoglia aspettativa tanto da riuscire a risollevare le sorti di una stagione brillante ma non troppo.

Arrow -3x19-2Broken Arrow vede in Colton Haynes (Roy Harper) l’indiscusso protagonista. Il giovane Arsenal decide di sacrificarsi per la causa, salvare Oliver (Stephen Amell) dalle grinfie del detective Lance (Paul Blackthorne) e permettere così all’arciere di continuare a proteggere la città. Seppur Oliver si sente in colpa, deve mettere da parte il suo dolore per fermare un criminale, un meta-umano, in fuga da Central City. L’intervento di ATOM è assolutamente indispensabile, avvenimento che fa nascere una certa competizione fra Oliver e Ray (Brandon Routh). Dalla prigione intanto Roy combatte con un senso di colpa asfissiante e, nonostante viene tampinato dal detective Lance, il ragazzo non si piega e decide di perseverare nell’obbiettivo. Un destino avverso attende Thea (Willa Holland) proprio quando Diggle e Felicity riescono a trovare un escamotage per salvare Roy ed augurargli (forse) un futuro migliore.

Arrow -3x19-1Broken Arrow è quindi l’episodio più intimistico che fino ad ora la serie della The CW ha concepito per il suo pubblico. Senza dimenticare la solita dose di azione, risate e battute al fulmicotone, Arrow tocca il suo apice scoprendo sensazioni ed emozioni, che fino ad ora erano rimaste celate nell’ombra. Fa rimare basiti la grande profondità e fierezza di Roy, anche se con capiamo il perché ora il personaggio deve lasciare temporaneamente la serie; siamo vicini ai sentimenti di Oliver che solo ora si accorge cosa vuol dire essere un eroe; di grande pacatezza il personaggio di Diggle e colpisce la lungimiranza comica di Ray. Tutto funziona alla perfezione in questo episodio, perché consci del grande appeal della serie, Arrow arriva a colpire il cuore del pubblico con la stessa veemenza di una freccia. Il rush finale ha inizio e se i restanti 4 episodi avranno lo stesso spessore di Broken Arrow, forse lo show può ancora risorgere e splendere nuovamente. Al di là dell’entertainment fino ad ora questa terza stagione di Arrow è stata bella ma non eclatante come la precedente. Si attende con ardore il prossimo crossover con The Flash.

VOTO: 4/5 stelle

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Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.