Arrow giunge così al tanto agognato finale di stagione. L’episodio intitolato My Name is Oliver Queen, chiude un lungo e difficile momento per il Team Arrow. Infatti se da una parte la battaglia contro Ra’s Al Ghul si conclude, dall’altra lo show si accomiata temporaneamente dal pubblico, lasciando molti punti in sospesi decidendo di dare ampio spazio ai sentimenti dei personaggi, a discapito di un buon cliffhanger. Più che un finale di stagione, My Name is Oliver Queen, sembra essere un finale di serie a tutti gli effetti come se lo show, avesse bisogno di mettere fine ad una narrazione intensa e contorta.

L’episodio in sé ha funzionato, le emozioni e la vera tensione televisiva non sono mancate, eppure si ode una cerca incompiutezza nella narrazione, come se la faccenda non fosse stata approfondita ed il tutto è stato concepito in maniera frettolosa e superficiale. Svelate ormai le vere intenzioni di Ra’s, Oliver (Stephen Amell) con l’aiuto di Nyssa (Reveal Katrina Law) e di tutta la squadra (capitanata da  un integerrimo Malcolm), riesce ad impedire che il virus si diffonda in città. Non con pochi problemi, Oliver combatte strenuamente contro il Demone ed alla fine riesce a sgominare il suo impero del terrore. C’è tempo per appianare delle divergenze, recuperare un’amicizia perduta e pensare al vero amore. Il finale di stagione mette quindi un punto fermo alla narrazione, svelando anche molti particolari definitivi sul passato di Oliver. Si respira aria di tranquillità in città ma, un destino avverso, finisce per colpire il buon e bel Ray Palmer (Brandon Routh).

Arrow3x23-2Arrow 3×23 non è il season finale che ci aspettavamo; intrigante ma non seducente, la serie si prende un meritato periodo di riposo dal pubblico e lo fa senza un vero colpo di scena, decidendo di risolvere in tutta fretta la situazione senza colpire fino in fondo il cuore dello spettatore. Seppur siamo decisamente sollevati che il diabolico Demone è stato debellato una volta per tutte, ci fa strano vedere Malcolm a capo della setta, Oliver che appende al chiodo arco e frecce lasciando Diggle a difesa della città. Il tutto però sembra essere stato concepito in vista del season finale di The Flash e dell’introduzione del nuovo spin-off della serie, Legends of Tomorrow, per cercare di costruire una mitologia che si possa continuare ad intersecare fra gli stessi universi, come un puzzle eclettico ed emozionante. L’intento finale è andato a buon fine ma dal grande hype che si era creato attorno a questo episodio, si sperava in qualche colpo di scena ben più intrigante rispetto a quelli che sono transitati sullo schermo. Arrow dunque anche con qualche imperfezione, ha costruito una degna terza stagione, piena densa di azione, comicità e grande intrattenimento.

VOTO: 4/5 stelle

 
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Nato e cresciuto in un piccolo centro vicino Napoli, Carlo fin da ragazzino, è rimasto sedotto dal mondo del cinema e dalle serie tv.  Lettore accanito di saghe fantasy (la sua preferita è Il Ciclo di Shannara), conosce a memoria le battute del film Marnie del grande Alfred Hitchcock; divoratore onnivoro di serie tv, è cresciuto tra la generazione di Beverly Hills e quella di Dawson's Creek anche se la sua serie tv preferita rimane Buffy. Adora tutto ciò che il regista JJ Abrams partorisce dalla sua mente, e vorrebbe essere il confidente di Steven Spielberg. Con una camera piena di gadget e DVD, Carlo si sente americano per adozione e coltiva il sogno di lavorare in una redazione giornalistica, ma soprattutto di  andar via dal piccolo centro dove vive per poter rincorrere il suo ormai più che ventennale sogno nel cassetto.