believe 1x02 2 Beginner’s Luck (Believe 1×02), secondo episodio di stagione, ci riporta nel pullman sul quale avevamo lasciato i due protagonisti, Tate (Jake McLauhlin) e Bo (Johnny Sequoyah), visibilmente provati dalle ultime vicissitudini. La puntata si presenta subito come una continua e rocambolesca fuga dalle forze dell’ordine (e non solo). Se dovessimo analizzarne la struttura, infatti, Beginner’s Luck sarebbe paragonabile ad un giro sulle montagne russe, i cui alti e bassi sarebbero ravvisati nei continui passaggi da fasi di serenità a momenti di concitata allerta, in una degna rappresentazione della vita da fuggitivo, elemento che se in altre serie era venuto meno, qui diviene un valore aggiunto. Ai pericoli rappresentati da Roman Skouras (Kyle MacLachlan) ed il sicario di turno (Eric LaRay Harvey), un nuovo ostacolo sarà rappresentato dall’FBI e dall’agente Elizabeth Farrell (Trieste Kelly Dunn) che coordinerà le operazioni di recupero della giovane Bo nonché di riconsegna alle autorità di Tate.

Nella trama orizzontale, inoltre, si sviluppa una sottotrama verticale che ci permette di familiarizzare con Bo, i suoi poteri e la sua profonda umanità. Aldilà di una sorprendente prova d’attrice da parte della sconosciuta Johnny Sequoyah, il personaggio da lei interpretato è al momento quello più riuscito (e forse uno dei migliori enfants prodige che si siano affacciati sul piccolo schermo). È un personaggio fortemente empatico, che, anche se costretto a tradire i propri principi, ha la fermezza di trasformare una truffa egoistica (l’inganno escogitato da Tate per sbancare il casinò grazie ai poteri psichici della compagna) in un’occasione per fare del bene a chi ne ha bisognobelieve 1x02 (un bambino affetto da leucemia privo di fondi per sottoporsi ad una necessaria quanto costosa operazione).

Interessante, infine, anche l’approfondimento dei rapporti umani, da un lato l’affetto e gli interessi che legano Milton Winters (Delroy Lindo) e Skouras alla piccola Bo e dall’altro l’inconsapevole rapporto padre-figlia che nel corso della puntata subisce un’evoluzione ravvisabile nei rari momenti di riposo che i due si concedono. Se, infatti, in apertura Tate è visibilmente infastidito dall’offrire a Bo la propria spalla come cuscino, nella scena finale ritroviamo la bambina addormentata col capo sulle gambe dell’uomo, in un perfetto quadro familiare.

Dunque, se la campagna pubblicitaria di Believe faceva riferimento ad “una bambina straordinaria che cambierà il mondo” è evidente che tale slogan trovi riscontro proprio nell’umanità dimostrata da Bo, elemento che vuole fare da spunto di riflessione. Tuttavia, ciò in cui la serie appare debole è proprio il soggetto, l’idea di fondo certamente non colpisce per originalità, ma è grazie allo sviluppo delle dinamiche e dei personaggi che essa acquista una marcia in più rispetto a quanto visto in passato.