E’ dedicato soprattutto a Paolo, giovane stalliere degli Sforza e padre del figlio di Lucrezia, il secondo episodio che ha segnato il ritorno di The Borgias su Showtime.

Il giorno dopo i costosi festeggiamenti organizzati per celebrare il ritrovamento degli antichi manufatti, il Papa (Jeremy Irons) ha un dolce risveglio nello scoprire che, complice l’ebbrezza del vino, nel suo letto hanno dormito sia l’amante Giulia Farnese (Lotte Verbeek) che Vittoria, la ragazza che si nasconde in abiti maschili per poter diventare un’artista: l’incontro con quest’ultima, popolana e di poveri mezzi, spingerà Rodrigo Borgia ad avventurarsi in incognito per le strade di Roma, dandogli la possibilità di scoprire quanto siano degradate le condizioni di vita degli abitanti e quanto male sia stato amministrato il denaro delle casse dello stato; per restituire benessere al suo popolo, Papa Alessandro VI affida a Giulia Farnese il compito di riorganizzare le finanze da destinare alla beneficenza, contro l’opinione di funzionari convinti che l’unica cosa che una donna sia capace di contare siano i suoi figli.

Nel frattempo, il Cardinale Giuliano Della Rovere (Colm Feore) si mette in viaggio per rifugiarsi in un monastero francescano, ma incapace di fidarsi di chiunque dopo l’attentato alla sua persona, decide di prendere esempio dallo stesso Cesare Borgia e di proteggersi procurandosi una scimmia che assaggi le sue pietanze(un richiamo esplicito a quanto successo nella Premiere dell’anno scorso, the poisoned chalice-the assassin).

Desideroso di conoscere suo figlio, Paolo (Luke Pasqualino) parte intanto alla volta di Roma per trovare Lucrezia(Holliday Grainger): la città e immensa e la ricerca della fanciulla, barricata per la maggior parte del tempo entro le sicure mura dorate dei palazzi apostolici non è facile impresa, ma grazie anche a una prostituta che decide di aiutarlo colpita dalla purezza dei suoi sentimenti il ragazzo riesce finalmente ad avvicinarla.

Peccato che Juan(assolutamente insopportabile nell’ottima performance di David Oakes),  brutale fratello della ragazza, sia oltraggiato dal tentativo del povero stalliere di osare avvicinarsi alla figlia del Papa a tal punto da cercare subito di ucciderlo puntandogli un coltello alla gola: la prontezza di Lucrezia nel negare di conoscere Paolo e nel chiedere clemenza affinché il miserabile possa scusarsi pubblicamente per il suo affronto si rivelano provvidenziali per salvargli la vita, ma desiderosa di stare un’ultima volta sola con lui e di fargli conoscere suo figlio, la ragazza si rivolge all’unica persona pronta a supportarla sempre e comunque; Cesare(Francois Arnaud), con la complicità della madre, organizza tutto in modo che lei e Paolo possano trascorrere un ultima notte insieme prima di dirsi addio per sempre, ma l’intemperanza di Juan condanna l’ingenuo Paolo alla morte: tratto in un’imboscata, il ragazzo finisce impiccato ad un angolo di strada, destinato probabilmente ad essere rinvenuto dalla povera Lucrezia il giorno seguente.

Che lo stalliere Paolo fosse destinato a morte certa era assai probabile: stereotipato e poco appetibile già dalla prima stagione,  il suo personaggio sarebbe stata una presenza troppo ingombrante nella vita di Lucrezia, impedendole non solo di crescere e di evolversi verso una maggiore maturità e oscurità, ma anche di sviluppare nuovi interessi amorosi, che si tratti di un possibile legame incestuoso col fratello o di un nuovo marito in arrivo all’orizzonte.

Oltretutto, non è da sottovalutare il desiderio della serie di ricollegarsi, se pur molto liberamente, alla vera storia: il padre del figlio illegittimo di Lucrezia( il suo vero nome era Perotto ed era un messaggero del pontefice) venne effettivamente ucciso, ma ad agire a sangue freddo non fu Juan Borgia bensì Cesare; senza applicarci alle numerose licenze storiche della serie(se dovessimo essere fiscali alcuni personaggi non dovrebbero neppure essere in vita nel momento in cui si svolge la vicenda), la scelta di Neil Jordan di trasformare Juan nella pecora nera della famiglia facendo invece di Cesare una sorta di eroe positivo ha impedito a quest’ultimo di iniziare a percorrere la via oscura che segnerà il suo futuro, ma ha allo stesso tempo contribuito non solo a rafforzare ulteriormente il rapporto con la sorella ma anche a minare il già fragilissimo legame col fratello minore.

Paolo si conferma dunque un buon episodio e conferma l’impressione di un netto miglioramento della serie, grazie a una sceneggiatura compatta e a intelligenti e sicure scelte narrative.

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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .