C’era una volta 1×17: recensione dall’episodio

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C'era una volta

E’ inevitabile, arriva per tutti quel momento decisivo: agire o aspettare, prendere o lasciare, scappare o restare. Mary Margaret ha fatto la sua scelta: è scappata dalla cella nell’ufficio dello sceriffo ma, come la vita spesso e volentieri insegna, non importa in che enorme e disastroso guaio ci siamo cacciati, perché potrebbe sempre andare peggio. Sappiamo per certo che chiunque provi a scappare da Storybrooke ha un destino più o meno segnato, e quella che gli spetta non è certo una bella fine.

Pur non credendo nelle teorie di Henry, Emma, da qualche parte nel suo inconscio e un po’ anche per esperienza, questo lo sa bene, così si mette alla ricerca della fuggitiva, che spera di trovare prima del processo. E’ nella ricerca che si scontra letteralmente con un abitante di Storybrooke molto particolare che, con un pretesto, riesce ad attirare lo sceriffo in casa sua…e che casa!, verrebbe da dire.

Dal momento in cui la nostra protagonista mette piede in casa del misterioso Jefferson, abbiamo il sentore chiaro che qualcosa di strano sta succedendo e ce lo fanno capire soprattutto l’atmosfera allucinata e la tipologia di inquadrature usate per enfatizzare la sensazione di trovarsi in un labirinto senza via d’uscita. Intrappolata in questo labirinto futuristico, Emma scopre che non è la sola prigioniera di Jefferson: Mary Margaret, fuggendo dalla prigione, ne ha subito trovata un’altra. Chi è Jefferson: semplicemente un maniaco o un complice di Regina?

Nel mondo delle fiabe Jefferson gioca con una bambina quando arriva la regina con una proposta, e basta poco per capire finalmente l’identità dell’uomo e, se all’inizio dell’episodio avevamo pensato che fosse un matto, non avevamo poi tutti i torti, perché Jefferson altri non è che il Cappellaio Matto. Regina chiede aiuto al Cappellaio, promettendogli in cambio una ricompensa che avrebbe garantito finalmente uno stile di vita dignitoso a sua figlia… pur conoscendo bene Regina e non fidandosi del tutto di lei, il Cappellaio alla fine cede. Tutto questo ce lo dice Jefferson stesso, che lo racconta ad Emma, nel primo flashback “consapevole” di un abitante di Storybrooke. Il Cappellaio sa perfettamente chi è, ed è cosciente della maledizione che avvolge la cittadina, e la sua consapevolezza è una maledizione ancor più terribile…

In origine c’era un cappellaio molto abile nel suo lavoro…solo Cappellaio, dunque, e non matto… il Cappellaio non produceva semplici cappelli: le sue opere erano una sorta di porta per accedere in altri mondi…. Inutile dire che il mondo che interessava Regina era il Paese delle Meraviglie, dove lo stesso numero di persone che entra deve uscire, né più né meno. Il Paese delle Meraviglie è come tutti noi lo ricordiamo: brucaliffo ed immancabile Regina di Cuori. Cosa debba fare Regina non lo sa nessuno, men che meno Jefferson, ma lo viene a scoprire, suo malgrado, molto presto: la regina cattiva aveva bisogno di entrare nel Paese delle Meraviglie per recuperare suo padre, rimasto intrappolato lì. Ora, nel Paese delle Meraviglie lo stesso numero di persone che entra deve uscire… e Jefferson resta intrappolato, condannato a creare cappelli, cercando disperatamente che funzionino e che gli permettano riabbracciare sua figlia.

E’ così che il Cappellaio diventò Matto e a Storybrooke le cose non sono cambiate: intrappolato nella sua casa che per certi versi è molto simile al Paese delle Meraviglie, Jefferson è costretto a guardare sua figlia da una finestra, mentre altre persone si prendono cura di lei. Cosa vuole il Cappellaio Matto da Emma? Be’, naturalmente lui sa che è “la prescelta” e vuole “solo” che lei faccia funzionare il cappello che lo riporterà alla sua vera vita. Per un attimo, sembra che Emma creda a quell’uomo e alla sua folle storia, dato che non sarebbe neanche la prima volta che la sente… ma lei è una che ha bisogno di prove, ce l’ha dimostrato più di una volta. In men che non si dica mette al tappeto l’uomo e scappa con Mary Margaret.

Anche se non è certo, la sensazione che qualcosa si muova davvero, a Storybrooke, si fa sempre più forte: nella storia di Jefferson, costretto a guardare la sua bambina da lontano, è impossibile che Emma non riveda se stessa con Henry e, dopotutto, sembra che le sue “storie” non siano poi così assurde..

Once Upon a Time 1×16 (C’era una volta)

Once Upon a Time (C’era una Volta) è la nuova serie tv ideata da Edward Kitsis e Adam Horowitz per il network americano della ABC. La serie tv prende in prestito elementi e personaggi dal mondo Disney e dalle più popolare letteratura occidentale, folklore e fiabe.

In Once Upon a Time (C’era una Volta)  proprio quando sembra che Storybrooke possa godersi po’ di pace la città viene ancora una volta minacciata da forze oscure. Il malevolo Mr. Hyde è stato separato dal dottor Jekyll e ha portato con sé i suoi compagni, gli abitanti della Terra delle storie mai raccontate. A peggiorare le cose c’è la metà oscura di Regina – La Regina Cattiva – che è ancora viva nonostante il suo cuore sia stato schiacciato: non possedendo una coscienza la Regina Cattiva ha dichiarato guerra agli eroi. Nel frattempo il passato di Aladdin come precedente Salvatore diventa un nuovo fattore nel ruolo di Emma come attuale Salvatrice, ed essa è in procinto di essere spinta ai limiti, che la potrebbero portare ad un futuro senza lieto fine. Nel frattempo Gold cerca di riavere di nuovo il cuore di Belle in modo che possano essere una famiglia per il loro futuro bambino. Belle dà alla luce suo figlio ma per proteggerlo da Tremotino decide di abbandonarlo e di metterlo al sicuro con Fata Turchina come Fata Madrina del suo piccolo. La Regina Cattiva intanto decide di rubare la lampada del Genio dove è rinchiuso Aladdin.