Criminal minds
Stagioni: 5, ancora in corso
Anno: 2005/2010 (?)
Numero episodi: 101
Ideato da: Jeff Davis
Cast: Mandy Pantikin, Joe Mantegna, Thomas Gibson, Shemar Moore, Matthew Gray Gubler, A. J. Cook, Kirsten Vangness, Lola Glaudini, Paget Brewster.
Guest Star: Meta Golding, Nicholas Brendon, C. Thomas Howell, Lukas Haas, Keith Carradine, Sienna Guillory, Amy Madigan, Elle Fanning, Doug Jones.

Sinossi:
A Quantico, quartier generale dell’FBI, la Squadra di indagini comportamentali si occupa di tracciare il profilo dei criminali cercando di anticipare le loro mosse, muovendosi su tutti il territorio nazionale con l’aiuto di membri in sede, come l’informatica Penelope Garcia. Sotto la guida di Jason Gideon prima e di David Rossi poi, l’Unità cerca di portare avanti le loro indagini nella disumanità umana senza dimenticare la propria umanità.

Analisi:
La professione di profiler, oggetto di alcuni thriller anni Novanta come Il silenzio degli innocenti e Copycat, è al centro di questa serie thriller, dai tratti a volte d’azione, a volte decisamente crudi, ma senza mai dimenticare l’umanità che c’è nell’animo di ognuno di noi, rappresentata qui dai protagonisti, eroi imperfetti ma che cercano di confrontarsi con gli orrori delle menti umane senza paura, con approcci diversi ma tutti complementari al risultato finale.

Basata su una professione e su casi reali, Criminal minds ha avuto la consulenza di un ex agente dell’FBI in pensione (un po’ come David Rossi): a tratti è inevitabilmente romanzata e drammatizzata per ovvie esigenze sceniche, ma ha saputo conquistarsi uno spazio in un panorama di serie gialle e thriller molto abbondante, a tratti decisamente un po’ inflazionato, proponendo un approccio nuovo per le serie tv, l’indagine partendo dal comportamento sociale e personale dei criminali.

Il punto di forza principale della serie sono i protagonisti: un manipolo di eroi antieroi, in preda loro per primi alle loro debolezze, che citando ogni episodio frasi filosofiche e letterarie di persone famose inerenti le problematiche trattate, cercano di riflettere e far riflettere sul perché si commette un determinato crimine, su quali sono i meccanismi che portano una persona a diventare un assassino. Meccanismi sui quali alla fine non si giudica mai e le frasi messe ad epigrafe, all’inizio e alla fine, di ogni episodio, sono un momento di riflessione spesso amaro sul fatto su cui si è investigato, risolto magari, ma ad un prezzo spesso molto alto.

I lieti fini latitano in Criminal minds più ancora che in altre serie, e alla fine di ogni episodio c’è quasi sempre il sentore che dietro ad ogni crimine ci sia anche un fallimento umano da parte della società, incapace di tutelare le vittime, ma anche i carnefici, spesso vittime loro per primi prima di diventare criminali.

Tutti gli agenti hanno alle spalle una loro storia, a volte dai risvolti tragici: Jason Gideon, il primo supervisore dell’unità, ha visto morire alcuni suoi sottoposti per un errrore di valutazione, un fatto che l’ha segnato e che insieme alla morte di una sua antica fiamma, lo porterà a lasciare la direzione della squadra sparendo e iniziando una nuova vita. Verrà sostituito da David Rossi, ora autore di saggi in argomento, ancora legato a casi del suo passato e che verrà coinvolto in prima persona in un paio di cacce all’uomo successive. Il supervisore Aaron Hotchner è cresciuto con un padre violento, ha scelto di dare la caccia ai criminali ma non saprà tenere unita la famiglia che si è fatto, Derek Morgan ha vissuto sulla sua pelle la discriminazione razziale e la morte prematura durante una rapina del padre, Spencer Reid, figlio di una madre affetta da turbe psichiche, verrà sequestrato e seviziato da un SI, diventando per un periodo tossicodipendente. Elle Greenway, esperta di crimini sessuali, ha perso anche lei il padre prematuramente, e uccide a sangue freddo uno stupratore e serial killer, decidendo poi di lasciare la squadra. Jennifer Jereau si occupa dell’aspetto burocratico del lavoro dei suoi colleghi e deciderà di portare un cambiamento nella sua vita diventando madre, mentre Penelope Garcia è il tecnico informatico e si è messa in pericolo con le sue indagini, mentre Emily Prentiss ha avuto un’adolescenza turbolenta e si è buttata poi nella carriera.

Criminal minds ha sofferto di un calo qualitativo forse fisiologico all’inizio della terza stagione, con la scomparsa di Gideon (motivata dal fatto che l’attore Pantikin si era stufato del personaggio) e l’arrivo di Rossi, personaggio che ha faticato un attimo ad inserirsi nelle storie, diventate a tratti troppo cervellotiche e con sceneggiature a volte faticose e poco verosimili. Ma la serie continua per ora, e il pubblico segue storie spesso crude, spesso terribili, ma con una punta di umanità in un mare di oscurità che lascia un filo di speranza anche di fronte ai peggiori casi.

 

Elena Romanello