Crisis 1×04 recensione dell’episodio con Gillian Anderson

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    Crisis 1x04-1Il Direttore dell’FBI (Michael Beach) organizza un incontro con i genitori al Liceo Ballard nel tentativo di evitare future collaborazioni con i rapitori. Poco dopo altri tre genitori sono già compromessi e costretti a mettere la loro vita in pericolo per soddisfare la volontà di Francis Gibson (Dermot Mulroney) e rivedere così i loro figli. Il Senatore Yarrow (Phillip Edward Van Lear), il deputato Wirth (David Girolmo) e sua moglie Marie (Martha Byrne) dovranno entrare nella sede della CIA a Langley e rubare la prova-video dell’Operazione Lennox. Gli agenti Dunn (Rachel Taylor) e Finley (Lance Gross) si mettono sulle tracce dei genitori, ma quando arrivano sul posto non potranno sistemare ogni cosa. Nel frattempo, i ragazzi rapiti sono obbligati a impacchettare 250 mila banconote in meno di un giorno per evitare di essere puniti; uno di loro ha un arresto cardiaco e rischia di morire. A Washington, Meg Fitch (Gillian Anderson) sfrutta la sua amicizia con la First Lady per avere accesso alle informazioni riservate sul rapimento e iniziare una sua personale indagine.

    Crisis 1x04-2Con We Were Supposed to Help Each Other  lo show torna a prestare la giusta attenzione a due nuclei diegetici relativi a figure trascurate nel precedente episodio: Meg Fitch e il gruppo dei ragazzi rapiti. L’apporto di altri punti di vista, di differenti spazi narrativi non potrebbe che giovare alla serie che rischia di concentrarsi troppo sull’azione e poco sulle reazioni emotive legate allo stato di crisi; tuttavia, per dare più respiro al suo show lo sceneggiatore Rand Ravich prende una strada che ricorda troppo serie tv come Grey’s Anatomy piuttosto che un action thriller. La donna che appariva così fiera e integerrima in realtà è una fedifraga, sua figlia non vuole rinunciare alla storiella che pare abbia avuto col giovane e affascinante professore, la figlia dell’antieroe s’invaghisce, contraccambiata, dal figlio del Presidente. Nonostante non sia mai apparsa come una serie di primo livello, e per il contenuto e per la forma, Crisis dava l’idea di potersi meritare un posto fisso nella seconda categoria, in fondo vanta tre attori capaci tra i suoi ranghi e l’accuratezza degli argomenti trattati non è fondamentale anche per show di gran lunga migliori (Homeland  per citarne uno). Purtroppo, queste divagazioni sentimentali sanno di soap e ciò ci preoccupa. Alla macchina da presa un adeguato Frederick King Keller, regista di Angel, CSI: Miami e 24.

    Il prossimo episodio, Designated Allies, andrà in onda il 13 Aprile su NBC.