Da Vinci’s Demons 2×03 recensione dell’episodio con Tom Riley

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Il terzo episodio di Da Vinci’s Demons scioglie il nodo della congiura portando i personaggi su diverse storie e tutte che hanno come obiettivo finale “il bene” di Firenze. Se da una parte questa decisione consente di vedere più narrazione,  dall’altra però inciderà sul ritmo della storia che risulta incerta sulle scelte di sceneggiatura e fin troppo meccanica in alcuni raccordi.

Da Vinci's Demons 2x03-2The Voyaged of Damned vede sul primo versante Leonardo (Tom Riley) arrivare a Pisa accompagnato da Zoroastro (Gregg Chillin) e Vespucci (Lee Boardman) intenti a requisire la nave Sentinella, l’unica, secondo Amerigo, in grado di navigare per la lunga impresa che devono compiere, raggiungere Riario ed arrivare al Libro delle Lamine.  Ma la nave è già stata presa da Alfonso (Kieran Bew), duca di Calabria, per portare gli schiavi a Genova con i vessilli del regno di Napoli e dello Stato Pontificio.  Così Leonardo, attraverso l’ingegno e una solida strategia, riuscirà a ribaltare il potere di Alfonso e impadronirsi della nave.
Dall’altra parte Lorenzo (Elliot Cowan) deve affrontare un problema più grave, la scomunica da parte di Papa Sisto IV (James Faulkner) che usa il pretesto dell’impiccagione del Cardinale Orsini per muovere la sua mano su Firenze. Il magnifico cercherà di correre ai ripari, recandosi a Napoli sotto copertura mentre lascerà la Repubblica in mano a Clarice (Lara Pulver). Tra i due sposi scorre malcontento, poiché la nobile romana gli rinfaccia il tradimento con la signora Donati (Laura Haddock), mentre il magnifico le attribuisce la morte di Giuliano, costretto a sposare Camilla Pazzi per mere strategie politiche. Ma questo non è l’unico pensiero di Clarice, ella cerca di vegliare su Vanessa (Hera Hilmar) e suo figlio, che da dietro le finestre di Palazzo Vecchio assiste a una Firenze imbruttita dalla fame e dall’esilio papale.

Da Vinci's Demons 2x03Il terzo episodio cede in unità narrativa per dare spazio ai personaggi, seppur gli azzardi storici sono molti, tutto ciò che risulta rallentare l’intreccio narrativo sono le parentele “forzate”, come il gemello di Sisto IV e in seguito il figliastro di Cosimo, che si aggiungono in uno scenario già ampio e ben caratterizzato da protagonisti-storici che hanno tutto il potenziale per far proseguire la storia. Queste novità portano con sé nuove linee narrative che sottraggono l’attenzione dalla vicenda storica tra Roma e Firenze e quella fantasiosa del Libro delle Lamine, che trova il suo solo sviluppo nel tentativo di Leonardo di requisire la nave. Ciò che si tenta di fare è sottolineare i sentimenti che “controllano” i protagonisti, i più evidenti: le difficoltà di Clarice, la rabbia di Lorenzo e la speranza di Leonardo, che non sono sufficienti per dare corposità alla storia, troppo impegnata sulle vicende parallele.