Dan Lanigan

Dan Lanigan fa il lavoro dei sogni, realizzando i desideri più profondi di chiunque sia appassionato di cinema, va alla ricerca di tesori nascosti e li riporta alla luce. Con il suo programma su Disney+, Oggetti di Scena, disponibile dal 1° maggio, mostra quanto possa essere difficile scoprire dove si nasconde un oggetto perso di un film, o il suo processo di mantenimento ma soprattutto l’emozione incredibile che si prova attraverso di esso.

Pellicole iconiche come Nightmare Before Christmas, Tron o Mary Poppins, non sono solo gli oggetti ad essere i protagonisti di questa serie, ma anche gli attori, i registi e coloro che gli hanno dato vita insieme in un viaggio nel tempo. Abbiamo intervistato Dan Lanigan al telefono, in occasione del lancio sulla piattaforma del programma. Abbiamo scoperto un uomo disponibile, allegro e profondamente orgoglioso del suo essere nerd.

Come è iniziata la sua passione?

“Ho sempre avuto una passione per i film e per il collezionismo. A volte ci si focalizza solo su un pezzo e ne vuoi sapere il più possibile, come questo artefatto sia arrivato, da dove o come sia stato concepito artisticamente. Ci sono molti fan cinematografici che scavano nel dettaglio e sono interessati magari solo all’aspetto riguardante la realizzazione, io sono più curioso e voglio sapere tutto per far diventare quel film ancora più ricco”.

Le è mai successo di scoprire qualcosa di inaspettato mentre cercava altro?

“Moltissime volte, spesso proprio mentre giriamo lo show, capita di cercare alcuni pezzi particolari e trovare qualcos’altro che è egualmente interessante. Per esempio con “Benny”, il veicolo di Roger Rabbit che si trovava nel Disney Hollywood Park, abbiamo scoperto che non era l’unico pezzo creato ma che ce n’era un altro che è stato usato per la maggior parte del film. C’è una processo di scoperta ogni volta che si cerca un pezzo”.

Oggetti di scena – Prop Culture, recensione della serie Disney+ di Dan Lanigan

Come ci si sente ad essere circondato da tutta quella storia?

“Mi sento molto fortunato e sopraffatto da tutte queste meravigliose cose, considero Disney come un qualcosa di universale che riguarda tutto il mondo, è come una chiesa per la cultura prop, e la trovo stupenda”.

Lei sembra essere una specie di Indiana Jones, un avventuriero sempre alla ricerca di qualcosa. Qual è il suo Sacro Graal?

“Non è di un film Disney, è un pezzo del film Blade Runner, è il delage french coat, quello è il mio realistico e personale Sacro Graal”.

Non si è mai arreso?

“Lo cerco da vent’anni, so che ne esistono tre o quattro che furono fatti per il film, ma non so se siano sopravvissuti, io intanto continuo a cercare”.

Può un oggetto rendere un film così speciale?

“Assolutamente si, perché vanno a toccare le emozioni umane, ricollegandosi alla memoria facendola brillare e le persone ricollegano quello che hanno visto nel film, la loro esperienza. Per questo motivo rimangono impresse, quello che il mio team e io proviamo a fare è far rivivere questi momenti speciali attraverso dei manufatti, è una cosa potente perché se si pensa, sono semplici oggetti fatti da persone normali come noi”.

Cosa pensa un collezionista come lei dei Funko Pop?

“Penso che siamo magnifici! Avere tutti questi personaggi differenti, tutti nello stesso formato, è una formula vincente. Io ce li ho per mia figlia”.

Ci sono due scuole di pensiero per la conservazione dei Funko, in scatola o fuori, lei quale usa?

“I miei sono tutti fuori dal scatola”.

oggetti di scena