dexter 8Finalmente un po’ di sano thriller in questa penultima puntata dell’ottava stagione di Dexter. Dopo interi episodi passati ad osservare l’amore di Dexter per Hanna e di Hanna per Dexter, come se non ci fossero criminali a piede libero da tagliare a pezzi, si ritorna a qualche sporadico ma apprezzato momento di vero racconto dark. Dopo l’uccisione della dottoressa Evelyn Vogel per mano del figlio psicopatico conosciuto come Oliver Saxon i piani amorosi di Dexter non hanno più molto spazio, deve necessariamente ucciderlo prima di partire con Hannah e Harrison per l’Argentina, altrimenti il rischio di un’infinita vendetta non sarà mai del tutto scampato. Ma a frenare i due piccioncini non ci si mette anche l’agente federale che da tempo da la caccia alla bella avvelenatrice bionda e come se non bastasse anche un uragano tropicale che si sta avvicinando a grandi passi alla città di Miami.

dexter 8x11Nel frattempo la lotta tra bene e male di Debra è sempre più aspra, e mentre decide se odiare o meno Hannah la ospita in casa (a costo di farsi beccare da un agente federale) e continua a mangiare i suoi manicaretti potenzialmente avvelenati, con un incoerenza quasi irritante. Ma non succede solo questo nella vita di Debra: tra una dipendenza per l’alcol e un paio di omicidi impuniti e presto dimenticati decide anche di tornare come detective nella squadra della polizia di Miami e di riallacciare stretti rapporti con l’ex Joey Quinn. Insomma, decide di tornare banalmente e ingenuamente a “prima che tutto avesse inizio”.  Ma, evidentemente, non è qui che la suspense di cui si parlava all’inizio è finalmente tornata: a circa metà dell’episodio assistiamo ad un faccia a faccia tra Oliver (il cui vero nome è Daniel Vogel) e Dexter ed è l’unico vero momento in cui i dialoghi, il montaggio serrato, la recitazione dei due attori ci riportano ai momenti di gloria di Dexter. Quello di Saxon, in questi pochi ma intensi minuti, è un personaggio interessante, sfaccettato, spaventoso come solo l’estrema lucidità può esserlo. E Dexter risponde a tono, il suo sorriso gelido, i suoi monologhi interni, le sue risposte caustiche, tutto sembra tornato indietro nel tempo a quando le sceneggiature di questa serie erano un capolavoro di suspense, un continuo “stallo alla messicana” senza pistole, fatto di sguardi e dialoghi fulminanti.

Ma la magia sparisce presto e si torna facilmente alla noia delle ultime puntate. Alla fine del penultimo episodio della serie ben poche cose sono rimaste oscure, minimi i nodi da sciogliere, inconsistenti i dubbi da risolvere … a parte uno: quale senso ha (o ha mai avuto) il personaggio di Nikki, la figlia ritrovata di Mazuka, in tutta questa stagione?