Dexter 8×12 – recensione

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    dexter 8Dexter Morgan ci ha definitivamente salutati, e certo non l’ha fatto nel modo migliore. Dopo otto anni di suspense, vetrini, depistaggi questa ultima puntata (un po’ come gran parte dell’ultima stagione) è stata il regno dell’illogico. Ciò che tutti hanno sempre ammirato di Dexter era il perfetto meccanismo della sceneggiatura, mai una battuta fuori posto, mai un plot lasciato a se stesso, tutto era retto e scritto con una precisione quasi maniacale. Ogni personaggio era utile all’economia generale della storia, spesso in maniere assolutamente imprevedibili, niente era lasciato al caso, l’avvenimento raccontato molti episodi o stagioni prima tornava, preciso come un orologio, a dare un senso all’episodio corrente. Tutto ciò, nell’ottava stagione si è lentamente frantumato. Basti solo ricordare come in questa ultima stagione il cattivo quello vero entra in gioco nella seconda metà della serie, dopo molti episodi passati a scovare (troppo facilmente) e uccidere (con altrettanta facilità) una serie numerosissima di serial killer, dimenticati dopo poco a causa della loro scarsa rilevanza.

    dexter 8X12In tanti si aspettavano infatti che la vera cattiva fosse la dottoressa Vogel, presenza algida e perenne che in molti casi sembrava remare contro Dexter per la propria, personale, soddisfazione nel vederlo fallire come lei aveva ripetutamente pronosticato. E invece no, viene uccisa senza alcuno sforzo e mai più ricordata, non lascia alcun segno ne sul protagonista ne su di noi. Stessa storia per Daniel Vogel (aka Oliver Saxon) che poteva essere un antagonista degno di Brian Moser, Trinity o Travis Marshal ma che invece, imbalsamato nella sua posa da psicopatico, ha solo qualche picco di vera genialità malvagia ma in fin dei conti si fa scovare, catturare ed uccidere con una facilità quasi imbarazzante. Ma questo non basta: soprassediamo sui nuovi personaggi, quelli partoriti da poco dopo molti ben riusciti, ma perché rovinare anche quelli vecchi. Su tutte le scene ridicole, illogiche e prevedibili di questa ultima puntata una su tutte ha fatto rabbrividire gli appassionati della serie. Il flashback su Harrison oltre che essere girato con una fotografia e dei costumi da scadenti non ha alcun legame con la realtà dei personaggi. Già perché chi segue la serie da molto si ricorderà di una zia Deb tutt’altro che entusiasta per la nascita del nipote, impacciata, fredda e imperturbabile di fronte al nuovo nato. E invece nel flashback mostratoci è proprio lei a prendere il piccolo in braccio per la prima volta, ad invitare Dexter ad abbracciarlo e addirittura a parlarci. Niente ha più una logica con il passato in questa ottava stagione, e anche Dexter sembra addolcito, forse un po’ troppo per un serial killer. Questa ennesima chiusura di stagione ci fa credere che gli americani abbiano un vero problema con i finali: dopo Lost, infatti, ecco un altro capolavoro che si rovina nel finale. Ma c’è un altro enorme dubbio che arrovella tutti noi fans: che fine ha fatto la figlia di Mazuka?