Sembrano passati secoli da quando David Tennant, Matt Smith  e John Hurt hanno interpretato ciascuno a suo modo il personaggio del Dottore nell’episodio dedicato al cinquantenario The Day of The Doctor: distratti dall’eccezionalità dell’evento e dal colpo di scena finale sul destino di Gallifrey, probabilmente sono stati in pochi a riflettere sul destino degli Zygon e sulla loro probabile importanza nell’universo di Doctor Who, ma due anni e due stagioni dopo il team creativo guidato da Steven Moffat ha saputo riscoprire e valorizzare queste disgustose ma interessanti creature nel settimo episodio della nona stagione intitolato The Zygon Invasion, prima metà di un arco in due atti com’è ormai abitudine in quest’ultima serie.doctor who --

Avevamo lasciato gli Zygon vincolati da una tregua con gli esseri umani che aveva consentito loro di vivere sul nostro pianeta mantenendo sembianze umane e conservando una loro identità, in pace con gli abitanti della Terra e fortemente legati a quel doppio dal quale avevano acquisito ogni singolo tratto: veri e propri ibridi, metà umani e metà Zygon, questi esseri avrebbero continuato a vivere in mezzo a noi senza alcuna difficoltà, ma quando un manipolo di Ribelli sceglie di Rapire Osgood, membro della Unit e simbolo della tregua un tempo sugellata fra le due razze, l’equilibrio sostenuto con tanta fatica si capovolge improvvisamente e nessuno è più al sicuro.

Se la minaccia dell’invasione aliena è un tema tanto caro a Doctor Who quanto alla fantascienza più tradizionale, ad essere interessante è la scelta degli autori di lavorare con insistenza sulle implicazioni politiche della rottura del patto, sul come il fallimento delle relazioni diplomatiche e l’impossibilità di soddisfare le frange più estremiste del popolo Zygon abbia portato a gesti eclatanti come il rapimento di un’ostaggio o il dirottamento di un aereo, manovre studiate ad arte per reclamare attenzione in un mondo ormai abituato all’uso e abuso delle comunicazioni in tempo reale: il riferimento all’attualità e a dir poco lampante.

Il Dottore affronta l’emergenza facendo ciò che sa fare meglio: cercare di mediare le due parti e capire il punto di vista dell’avversario, batterlo con furbizia e sarcasmo ma ribadendo fino alla fine e a differenza del passato senza alcuna esitazione che salvare la Terra e i suoi abitanti è la sua prima missione: la forza che sostiene il Dottore viene però soprattutto dai suoi companion e dagli esseri umani che lo circondano, dai quali gli stessi Zygon pacifici hanno imparato tratti del tutto sconosciuti come l’affetto e la compassione per l’altro; in un colpo di scena davvero inatteso, Clara Oswald cambia radicalmente pelle facendoci tremare nuovamente al pensiero del destino che la attende (ormai è solo questione di tempo) e lasciando il Dottore paralizzato dal terrore: non dubitiamo che questa avventura avrà un esito positivo, ma le prove generali per il lungo addio sono già in corso, mentre Jenna Coleman ha l’opportunità di divertirsi in una delle sue ultime apparizioni vestendo i panni di una dark lady spietata e glaciale che mai avremmo creduto potessero andarle così bene.doctor who -

 

RASSEGNA PANORAMICA
Alessia Carmicino
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Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .