Stagioni: 2, conclusa
Anno: 2008-2010
Numero episodi: 26
Ideato da: Joss Whedon
Cast: Eliza Dushku, Harry Lennix, Fran Kranz, Tahmoh Penikett, Olivia Williams.
Guest star: Keith Carradine, Summer Glau, Philipp Casnoff, Alexis Denisoff.

Sinossi

Da qualche parte a Los Angeles esiste la Dollhouse, misteriosa azienda che recluta, non sempre con il loro consenso, ragazzi di ambo i sessi, ai quali per un periodo della vita cancella i ricordi, impiantando nel loro cervello nuove personalità, per affidare loro lavori, che possono andare da una compagnia a sfondo sessuale a una missione governativa: sono gli attivi. Uno dei membri migliori di questi giovani, chiamati attivi, è la giovane Echo, che non sa che un agente dell’FBI, Paul Ballard, forse l’ha conosciuta quando non era un’attiva ed è sulle tracce della Dollhouse. E non è il solo…


 

Analisi
Dopo aver reinventato la mitologia del vampiro, ben prima delle varie Stephanie Meyer, con Buffy ed Angel, e aver fatto un’incursione nella fantascienza classica con Firefly e Serenity, Joss Whedon crea un nuovo universo con Dollhouse, serie di fantarealtà urbana che purtroppo non ha avuto vita lunga ma è comunque da considerare e scoprire.
Mescolando qualche elemento già visto in serie cult anni Novanta come Jarod il camaleonte (i simulatori che possono prendere qualsiasi personalità, anche se qui tutto avviene in maniera molto più tecnologica, come se le persone fossero macchine) e X-Files (l’agente dell’FBI che indaga su complotti paragovernativi), ma aggiungendoci anche altro, tra cui una spruzzata di cyberpunk e un finale apocalittico già anticipato alla fine della prima stagione, in un episodio tra l’altro edito solo al di fuori degli Stati Uniti, Dollhouse mescola miti e paure americane e non solo, segreti e desideri non detti, sentimenti e violenza, in un mix comunque interessante, anche se a tratti decisamente molto più criptico di Buffy.
Echo, al secolo forse Carolyn, attivista per un’associazione animalista che ha scelto di fare un patto con la Dollhouse per ottenere l’immunità e anche per dimenticare il fidanzato ucciso, è l’eroina della vicenda, un’eroina capace di diventare mistica in una setta, ultra sexy, agente negoziatrice, fidanzatina ideale, ma con sempre dentro una parte del suo passato, che ogni tanto emerge. Ottima l’intepretazione di Eliza Dushku, già protagonista come ragazza che lottava contro il destino preordinato in Tru Calling ma soprattutto indimenticata cacciatrice oscura nella saga di Buffy.
Tra gli interpreti negli altri ruoli, volti nuovi ma anche noti, come Olivia Williams, moglie di Bruce Willis ne Il sesto senso e maestra di vita ne An education e i già coprotagonisti del Buffyverse e Angelverse Amy Acker e Alexis Denisoff.
Il mondo di Dollhouse è formato dagli altri “colleghi” di Echo, ragazzi e ragazze che hanno rinunciato al loro passato o sono stati costretti, come la fragile Sierra, November, attiva dormiente per dimenticare la tragica morte del figlioletto e per un certo periodo interesse sentimentale dell’agente Ballard, o la misteriosa Whiskey, nella quale viene impiantata la personalità della defunta dottoressa Claire Saunders. C’è anche l’attivo ribelle Alpha, legato ad Echo da qualcosa di inspiegabile e di terribile, Boyd Langton, guardia del corpo di Echo durante le sue missioni, l’inventore della tecnologia alla base dell’associazione Topher e l’austera Adelle De Witt, il capo di tutto.
Nel mondo fuori il grosso personaggio è l’agente Paul Ballard, la cui vita verrà sconvolta da due attive, prima November e poi Echo, mentre continuerà ad indagare su una cosa che diventerà la sua ragione di vita fino all’imprevista  e forse frettolosa conclusione.
Dollhouse è una serie scandita da momenti topici, gli attivi che si addormentato e poi si risvegliano, ma che non si adagia su una struttura classica di episodi, presentando continuità tra un episodio e l’altro, con una partenza con le avventure di Echo e degli altri attivi in missione, per poi far irrompere di nuovo il personaggio di Alpha e chiudere con un salto di dieci anni. La seconda stagione, ancora inedita in Italia, riparte da prima dei fatti della fine della prima, salvo poi riallacciarsi per completare gli eventi di dieci anni dopo, in un futuro apocalittico.
Nella sua breve vita Dollhouse ha saputo comunque appassionare, malgrado i non molti episodi non abbiano potuto portare a sviluppi più articolati e alla costruzione di una vera e propria mitologia e le esigenze di chiudere (correva voce che non ci sarebbe stata nemmeno la seconda stagione) portano ad una conclusione leggermente affrettata. Ma la Dollhouse ha un suo fascino inquieto, così come la forza mescolata a fragilità di Echo, ragazza che sorriderà per sempre in una foto su una parete di un palazzo in una città distrutta, quando ancora aveva un nome e un’identità.