Dracula 1×10 recensione dell’episodio con Jonathan Rhys Meyers

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    Dimenticate le strategie, non c’è più tempo per ordire schemi e complotti, è giunto il momento per l’Ordo e Dracula (Jonathan Rhys Meyers) di affrontarsi in un faccia a faccia culminante in un punto di non ritorno che cancellerà le line up sinora affrontate in vista di un riavvicinamento della serie al mito.

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    Dopo l’ assaggio concessoci nel pilot, Alexander Grayson è pronto a mostrarci la sua grande scoperta: quella forza geomagnetica capace di erogare energia pulita e gratuita al mondo. Tuttavia, ancora una volta, dovrà arrendersi di fronte all’Ordine che, grazie all’aiuto del neo precettato Jonathan Harker (Oliver Jackson-Cohen), riuscirà a far scoppiare in una bolla di sapone l’ambizioso progetto del magnate americano. Su questo sfondo avrà termine la caccia di Lady Jane Wetherby (Victoria Smurfit) che, svelata l’identità di Grayson, lo affronterà uscendone soccombente. Ad accompagnare la parola fine, però, non sarà l’odio, ma l’umanità del vampiro che non tramuterà la donna in nosferatu, mostrando affetto verso chi rappresenta un simbolo del sue ossessioni.
    Infine ogni tassello tornerà alle sue origini. Van Helsing (Thomas Kretschmann), da avvocato del diavolo riguadagnerà lo storico ruolo di acerrimo nemico del conte. A sancire questo voltafaccia sarà il compimento della tanto agognata vendetta su Lord Browning (Ben Miles), ingannato ed offerto in pasto ai suoi stessi figli, trasformati in vampiri dal sangue di Dracula. Harker conquisterà il posto di alleato a fianco del dottore nella lotta al vampiro. Mina (Jessica De Gouw) allontanerà il promesso sposo, riconosciuto colpevole dell’esplosione di mezza Londra, trovando conforto fra le braccia di Grayson. Lucy (Katie McGrath), infine, sarà costretta ad accettare la propria natura di vampiro saziandone la fame nel sangue della madre.

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    Ciò a cui ci troviamo davanti sembrerebbe essere, più che un finale, un vero e proprio reboot, un modo per rilanciare la serie in vista di uno speranzoso rinnovo. La moria dei personaggi, la chiusura delle linee narrative, gli sviluppi che riavvicinano la serie alle dinamiche del libro sembrano strizzare l’occhio ad un ritorno alle origini. L’alleanza Van Helsing/Harker, il fascino esercitato da Dracula su Mina, la seconda vita di Lucy sono leggibili come il classico che sopravvive all’innovazione, tagliata di netto attraverso la scomparsa degli elementi originali ideati dagli sceneggiatori. Ciò che ci sentiamo di dire, alla fine di questo viaggio, è che ha fatto sicuramente piacere la ricerca del nuovo nel classico, ma che, forse, in virtù del fallimento a cui si andava incontro, si sarebbe dovuti tornare indietro quando ancora si aveva il tempo di farlo.
    Attendendo notizie circa il traballante futuro della serie, speriamo di poterci ritrovare la prossima stagione con il Dracula che in molti ci saremmo aspettati di trovare lo scorso ottobre.