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Recensione Extant 1x13 2 Fin dall’inizio le aspettative per questa serie erano state alte, ma purtroppo con il tempo il pubblico è rimasto piuttosto deluso dagli esiti. Nonostante infatti gli ascolti in continua crescita delle ultime settimane, Extant rimane in una situazione di precariato per quanto riguarda un possibile rinnovo. In questo episodio Molly (Halle Berry) torna nello spazio per reindirizzare la Seraphim lontano dalla Terra, salvandola così dalla catastrofe. Nel frattempo John (Goran Visnjic) ha scoperto il piano di Odin (Charlie Bewley), il quale ha messo Ethan (Pierce Gagnon), in procinto di esplodere, in pericolo. Ethan viene però inviato ad aiutare la madre. Coinvolgente è la rincorsa tra l’umanoide e la progenie, che trova l’apice quando i due fratelli si ritrovano di fronte, rappresentando i due concetti elementari di bene e male. Probabilmente il più grande difetto di questa serie è stata l’incostanza sotto ogni punto di vista. Basti pensare a Molly, ma la cosa risulta ancora più evidente quando si pensa a personaggi come Yasumoto (Hiroyuki Sanada) e Odin, che nella puntata prima sembrano fondamentali mentre in quella dopo del tutto inutili o addirittura il contrario. Soffermandoci poi per un momento proprio sul secondo dei due, a questo punto appare chiaro l’unico motivo per cui è stato inserito all’interno della serie, evidenziando quindi una sceneggiatura forzata, confusionaria e piuttosto banale.

Recensione Extant 1x13 9In questo senso quindi, questo finale di stagione non poteva essere più azzeccato, in quanto rispecchia perfettamente ciò che è stata l’intera stagione. In particolare ciò che disturba particolarmente è la superficialità con la quale è stato trattato il personaggio di Molly e tutte le situazioni a lei annesse: le scene nello spazio si dimostrano praticamente inutili, il tanto atteso contatto con la creatura (dal quale potevano nascere riflessioni davvero interessanti) è inesistente, e per concludere anche la scena in cui Ethan salva la madre non è stata trattata con tutta la cura con la quale poteva essere trattata. Allo stesso tempo però, come spesso si è visto nel corso di queste tredici puntate, è proprio il piccolo Ethan a rappresentare una delle note positive di questa puntata, regalandoci il momento più emozionante dell’intera stagione: fin dall’inizio l’obiettivo del bambino era stato quello di capire il suo ruolo nel mondo, e finalmente in Ascension riesce nel suo obiettivo, riuscendo a compiere una sorta di miracolo. Con il piccolo Ethan si vengono ad incontrare il mondo delle favole (Pinocchio, al quale viene paragonato perché l’umanoide riesce in questo ultimo episodio a dimostrare la sua inimmaginabile umanità, elevandosi) e il mondo fantascientifico. Guardando Ascension quindi non si può che provare rimpianto per ciò che è stato rispetto a ciò che poteva essere questa serie.

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