La seconda stagione di Fargo è ambientata nel 1979 e sarà un prequel in cui Patrick Wilson interpreta il giovane Lou Solverson, il personaggio interpretato da Keith Carradine nella prima stagione della serie.
Entertainment Weekly ha intervistato Patrick Wilson a proposito della seconda stagione di Fargo.

 

Fargo2-3Com’è stata la tua esperienza nella serie?
Non capita spesso di lavorare a una serie che ha successo commerciale, successo di critica e il sostegno dello studio. E che sia supportata da un grande talento. Non si ha la sensazione di lavorare a una serie orribile che, però, ha un grande successo di pubblico. Al contrario, penso che Noah Hawley, il creatore e showrunner di Fargo, possa contare su un grande team di sceneggiatori, così non ha dovuto farsi carico da solo di dieci episodi. La sua visione della serie e il modo in cui ha elaborato il tutto è epico… e questa stagione è veramente epica.

Cosa ci puoi dire della seconda stagione?
Ci sono tanti personaggi e tante storie che si intrecciano. E vari riferimenti ai film dei Fratelli Coen. Io sono un po’ come Tommy Lee Jones in Non è un paese per vecchi, cerco di trovare le fazioni criminali e di risolvere i casi. È stata un’esperienza assolutamente incredibile.

Fargo2-2Quali sono le similitudini e le differenze tra la prima e la seconda stagione?
Il modo di raccontare la storia è simile. Noah ha ricreato l’atmosfera della prima stagione. Ciò che cambia è l’ambientazione, perché la seconda stagione si svolge nel 1979. Quindi possiamo soffermarci sugli aspetti più rilevanti della fine degli Anni Settanta, come l’ascesa di Reagan, la crisi petrolifera, i reduci del Vietnam. Questi elementi sono alla base di ciò che caratterizza il mio personaggio. Invece nella prima stagione non si poteva fare una cosa simile, perché era ambientata qualche anno fa. Adoro la prima stagione. La differenza tra le due è che questa è una sorta di capsula del tempo che racchiude gli eventi che hanno caratterizzato gli USA e il mondo intero nel 1979.

Che cosa distingue il giovane Lou dal vecchio Lou?
La cosa che adoro di Keith Carradine è la profondità del suo sguardo. È in assoluto uno degli attori più profondi. Mentre lo guardo in una scena come quella in cui parla con Billy Bob del massacro di Sioux Falls, adoro il modo in cui dimostra l’impatto che la cosa ha avuto su di lui. Ora invece vediamo un Lou decisamente diverso, molto giudizioso, che cerca di trovare la sua strada, ma a cui viene sempre sbattuta la porta in faccia. Inoltre è alle prese con le conseguenze del ritorno dalla guerra, le atrocità del conflitto, le atrocità commesse nella cittadina di Louverne. La differenza è nella portata degli eventi. “Epica” è la parola giusta per la seconda stagione.

Fargo2-6Hai cercato di imitare il modo di parlare e di muoversi di Keith Carradine?
Non molto, a dire la verità. Anche se ne abbiamo parlato. Adoro queste genere di cose. Per L’evocazione – The Conjuring ho ascoltato le registrazioni di Ed Warren. Sono stato molto chiaro con Noah, gli ho chiesto: “Quando dovrò riprodurre la sua particolare andatura?”. E non anticipo niente al riguardo. Ma siamo anche consapevoli del fatto che c’è un grande arco di tempo fra il 1979 e il 2006, l’anno in cui è ambientata la prima stagione. Ciò significa che sono accadute molte cose nel frattempo. Non parlerò allo stesso modo, il trentenne Lou non parla come il sessantenne Lou.

Ma ci sono delle similitudini. In particolare, in una scena mi siedo su una sedia reggendo il fucile proprio come fa lui. Sono quelle piccole cose da nerd che sembrano un fermo-immagine. In fondo un uomo non cambia il suo modo di sedere. Oppure il modo di incrociare le gambe o di tenere in mano una pistola… sono stato molto scrupoloso in questo senso. Ma quanto al modo di parlare e al dialetto, Noah ha sottolineato che si tratta di un Lou diverso. Sta affrontando una parte decisamente diversa della sua vita, quindi abbiamo avuto una certa libertà.