Flashforward

6 ottobre 2009: per due minuti e diciassette secondi tutti gli abitanti della Terra perdono i sensi insieme, con conseguenze tragiche in termini di incidenti mortali: durante questo lasso di tempo vengono catapultati in un futuro corrispondente, a seconda del fuso orario, al 29 o il 30 aprile del 2010, durante il quale vedono cose liete o tragiche che accadranno loro. Alcuni non vedono niente, e questo può significare che saranno morti, come i fatti successivi daranno ragione a molti di loro.

 

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Flash forward
Stagioni: 1
Anno: 2009-2010
Numero episodi: 22
Ideato da: Brannon Braga e David S. Goyer
Cast: Joseph Fiennes, John Cho, Jack Davenport, Zachary Knighton, Peyton List, Sonya Walger, Christine Woods, Dominic Monagham
Guest Star: Annabeth Gish, Rachel Roberts, Peter Coyote, Lindsay Crouse, Callum Keith Rennie, Gina Torres, Michael Massee

Sinossi

6 ottobre 2009: per due minuti e diciassette secondi tutti gli abitanti della Terra perdono i sensi insieme, con conseguenze tragiche in termini altdi incidenti mortali: durante questo lasso di tempo vengono catapultati in un futuro corrispondente, a seconda del fuso orario, al 29 o il 30 aprile del 2010, durante il quale vedono cose liete o tragiche che accadranno loro. Alcuni non vedono niente, e questo può significare che saranno morti, come i fatti successivi daranno ragione a molti di loro.
Negli Stati Uniti l’indagine è affidata ad una task force dell’FBI: a Los Angeles si occupa di questo l’agente speciale Mark Benford, un passato da alcolista e un presente con una fragile felicità familiare, messa in pericolo dalla visione che ha avuto, dove si vede di nuovo dedito all’alcool e sul punto di venire aggredito da misteriosi uomini mascherati nel suo ufficio. Intorno alle indagini si intrecciano varie storie: il collega di Mark, l’oriundo coreano Demetri Noh non ha visto nulla e scopre una sua possibile morte, la moglie Olivia, ottimo medico in ospedale, si è vista con un altro uomo, un’altra sua collega, Janis, gay dichiarata, si è vista a fare un’ecografia di controllo per un’incipiente gravidanza, Aaron Stark, amico agli Alcolisti anonimi di Mark ha visto la figlia creduta morta in missione in Afghanistan, Bryce, collega di Olivia e affetto da un male incurabile per cui vorrebbe suicidarsi, si è visto in salute e in procinto di iniziare una storia d’amore con una ragazza giapponese che nemmeno conosce.
Mentre l’intreccio si complica con l’entrata di altre storie a comporre il progetto Mosaico, nato su iniziativa di Mark per capire se è possibile parlare di un futuro collettivo, con il desiderio da un lato di far avverare i flash forward positivi e di scongiurare quelli negativi, Mark scopre con i suo colleghi che c’è già stato un episodio analogo nel 1991 in una zona della Somalia sconvolta e isolata dalla guerra civile.
Inoltre emerge il ruolo ambiguo dei fisici Simon Campos e Lloyd Simcoe, implicati in un esperimento che potrebbe essere la causa del black out: Simcoe è l’uomo che Olivia ha visto accanto a sé nel salto in avanti, padre di un bambino autistico che si trova a dover curare.
Ma questo non è tutto, perché il flash forward riavverrà di nuovo, e probabilmente si potrà solo scoprire in anticipo il momento senza poterlo evitare.

Analisi
altAvrebbe dovuto essere l’erede di Lost e durare almeno tre stagioni: ma dopo una stagione, con un finale che definire in sospeso è dire poco, che lascia due dei personaggi principali in grave pericolo, Flash forward è stato cancellato dalla ABC, ufficialmente per i bassi ascolti (non così infimi, comunque) e per gli alti costi di realizzazione (questi piuttosto evidenti). I fan non si sono arresi e hanno inscenato proteste e petizioni, c’è interessamento da parte di altri network ma per ora nessuna notizia definitiva.
Peccato se l’avventura di Flash forward finirà come è stata chiusa, perché la serie aveva ottime potenzialità: meno criptica di Lost, ma con una struttura corale, con tante storie, da seguire con attenzione e con ogni episodio non a se stante ma legato agli altri da un cliffhanger, Flash forward rappresenta un nuovo modo di raccontare una storia di fantascienza, con i viaggi nel tempo trattati in una prospettiva parascientifica, tra interrogativi morali e libero arbitrio. Liberamente ispirato al romanzo di Robert J. Sawyer Avanti nel tempo, edito da Fanucci in Italia in tempi non sospetti dieci anni fa, Flash forward mette insieme fantascienza e fantarealtà, problemi di oggi e sogni, speranze e disperazioni, in un insieme di storie che non lasciano indifferenti.
Lo scoprire che un domani ci sarà una speranza dà una possibilità a Bryce e Aaron, che decidono di fare avverare il loro futuro, anche se altpare impossibile, mentre il guardare avanti spinge Dimitri a cercare di scongiurare gli eventi e porta l’agente speciale Al Gough a suicidarsi per non essere causa della morte accidentale di una donna innocente che non conosce.
Quanto il futuro è prevedibile e quanto è evitabile? Questo è l’interrogativo di Flash forward, fantarealtà che riecheggia i misteri di X-Files e la coralità di Lost e Heroes, presentando un mosaico che non è solo il nome del progetto dell’FBI, ma un insieme di varia umanità, non più solo incentrata sugli Stati Uniti, ma che riflette il mondo reale di oggi, multiculturale, globalizzato, ma non uniformato e dove stanno emergendo nuovi disagi e drammi.
In Flash forward si parla di amore nel XXI secolo, di omogenitorialità, di nuove forme di famiglia, ma anche delle tragedie che affliggono l’umanità, primi fra tutti la guerra in Afghanistan, al centro di una delle storie forse più commoventi, e la situazione spesso dimenticata in Somalia, che porterà al fallimento di uno dei flash forward che portavano più speranza.
Gli eroi o antieroi di Flash forward  non sono eroici, si trovano a dare una sbirciata ad un futuro che può dare loro speranza o disperazione, che può essere ineluttabile (come decide che sia Mark per il suo) o modificabile (come capita a Dimitri), e sono molto realistici su quale sarebbe effettivamente il comportamento di molte persone in un frangente del genere.
altBuona la scelta dei personaggi: tra vecchi e nuovi volti già visti in tanti telefilm e film (da Jack Davenport, antagonista di Jack Sparrow nella serie di Pirati dei Caraibi a Annabeth Gish, già agente Reyes in X-Files, da Callum Keith Rennie, ranger in Due South e villain del secondo film di X-Files a Gina Torres, antagonista in Angel e Alias, senza dimenticare Dominc Monagham, ex hobbit per Peter Jackson e ex naufrago in Lost), spicca indubbiamente Mark Benford, interpretato dall’attore inglese fratello d’arte Joseph Fiennes, ex interprete in patria di film in costume come Shakespeare in love e Elizabeth, che qui si cala nei panni di un personaggio che riecheggia in qualcosa il più celebre agente federale dei telefilm, Fox Mulder, con a tratti però un desiderio di verità ancora migliore e una consapevolezza rassegnata di un destino che alla fine deve accadere per poter forse cambiare la propria vita.
“Nel futuro che ho visto” diventa quindi un leit motiv di speranza e disperazione, una ragione per vivere e per capire, fino al climax purtroppo per ora finale che non conclude niente.
I fan si sfogheranno con le fanfiction se non ci saranno conclusioni, ma sarebbe carina una chiusura meno aperta, anche se forse il futuro deve essere aperto per definizione, e non legato ad un esperimento scientifico uscito dal controllo dei suoi artefici per essere manipolato da forze oscure la cui natura non è stata spiegata fino in fondo.

 

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