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Gotham 1×18 recensione dell’episodio Ben McKenzie

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Everyone has a Copplebot, titolo dell’episodio 18 della serie Fox Gotham è un detto molto in voga nella città di Batman. Copplebot non solo inteso come Oswald (Robin Lord Taylor), il brillante e subdolo ‘Penguin’ ma anche come lo scheletro che molta gente a Gotham ha nel proprio armadio. Tutti hanno un torbido passato e quindi sono tutti ricattabili. A questa amara conclusione arriverà Jim Gordon (Ben McKenzie), di nuovo alle prese con il detective Arnold Flass (Dash Mihok). In un luogo ancora misterioso intanto, Fish Mooney (Jada Pinkett Smith) prosegue nel tentativo di uscire dalla prigione in cui è rinchiusa.

Gotham-1x18Episodio non avvincente ma tutto sommato gradevole. Le atmosfere rock della precedente puntata lasciano il posto a un’ambientazione che strizza l’occhio al Batman di Tim Burton. Poliziotti corrotti, criminali che si macchiano di delitti efferati, la connotazione dark e personaggi tra il ‘freak’ e il grottesco. In particolare la stralunata Miriam Loeb, una ragazza con problemi mentali ben interpretata da Nicholle Tom (vista in Beethoven e soprattutto nel ruolo di Maggie in La Tata). Gordon torna ad indagare contro la mafia e i suoi legami con la polizia. Tutto il suo lavoro per incastrare il corrotto Flass sembra perduto, Bullock (Donal Logue) non lo segue e, come al solito i poteri forti, nella persona del commissario Loeb (Peter Scolari) fanno di tutto per ostacolarlo. La vicenda, il cui svolgimento impegna praticamente l’intero episodio, potrebbe essere una riproposizione del solito canovaccio ‘Jim contro i corrotti’ tipico delle prime puntate ma non è così. Gordon non è più solo contro tutti: Bullock anche se a malincuore, in qualche modo lo supporta sempre e poi c’è il grintoso procuratore Harvey Dent (Nicholas D’Agosto) pronto a dare una mano.

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Gotham-1x18-3In più è Jim stesso ad essere diverso. Ha smesso di agire d’impulso imparando dai suoi errori. Ora è ben incastrato nel sistema Gotham e sa bene come usarlo a suo vantaggio. Basta agire rispettando le regole, è lui a dettare le regole perché per arrivare all’obiettivo generale serve qualsiasi mezzo e se necessario, anche sporcarsi le mani. Una crescita che arricchisce ulteriormente il personaggio di Jim, decisamente più interessante degli esordi. Gordon ora pensa da leader e per la prima volta, manifesta l’intenzione di prendere il comando, smettendo di essere un semplice detective.

Segnali di crescita anche dal giovane Bruce Wayne (David Mazouz) che in questo episodio si vede poco ma conferma di aver capito il quadro generale che lo circonda. I recenti avvenimenti gli hanno fatto capire di essere entrato nel mondo dei grandi e che se vuole restare deve svegliarsi. Deve farlo per restare a capo dell’azienda di famiglia e se vuole scoprire chi ha ucciso i suoi genitori.

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VOTO: 3.5/5 stelle

 
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