Halt and Catch Fire 1×01 recensione dell’episodio con Lee Pace

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Halt and Catch Fire, conosciuto con la sigla mnemonica di HCF, è un vecchio comando informatico che manda la macchina in race condition, obbligando le istruzioni a competere contemporaneamente per la superiorità. Il controllo del computer potrebbe non essere riottenuto.

Halt and Catch Fire 1x011983. Joe MacMillan (Lee Pace) lascia l’IBM, una delle maggiori aziende nel settore informatico al mondo, per lavorare nella più modesta concorrente Cardiff Electrics. A Dallas è ospite di un corso universitario durante il quale conosce Cameron Howe (Mackenzie Davis), una giovanissima esperta d’informatica. Ottenuto il lavoro alla CE, Joe sembra prendere di mira Gordon Clark (Scoot McNairy), un semplice impiegato; in realtà, le sue intenzioni sono diverse da quel che sembrano, sono il motivo del suo trasferimento. Gordon, infatti, è un brillante ingegnere informatico che, in seguito al fallimento di un progetto realizzato con la moglie Donna (Kerry Bishé), ha messo da parte qualsiasi sogno di appagamento professionale, dedicando più tempo all’alcool che alla sua famiglia. All’inizio la proposta ambiziosa di MacMillan lo spaventerà, ma basterà poco per risvegliare il genio che è in lui.

Halt and Catch Fire 1x01-2Il nuovo period drama dell’AMC dà prova fin dall’episodio pilota I/O di avere tutte le carte in regola per essere una delle migliori serie tv dell’anno. I creatori Christopher Cantwell e Christopher C. Rogers scelgono una fase non solo interessante della storia del personal computer ma anche originale, superando difatti le fasi ormai inaridite riguardo alla sua nascita e al conflitto Apple/Microsoft; HCF si concentra sulla rivoluzione causata dall’affascinante e potenzialmente illimitato strumento tecnologico, portando l’attenzione su figure per certi aspetti nuove, come il nerd versione ragazza, il padre dei makers ‘smanettoni’ in grado di attuare un processo di reverse engeneering e, infine, l’uomo bravo in affari e in informatica, che guarda al futuro. A portare sullo schermo i personaggi che si muovono in questa fase adolescenziale del personal computer troviamo molti attori noti: Lee Pace/MacMillian (Lo Hobbit, Lincoln, Pushing Daisies), Scoot McNairy/Clark (12 Anni Schiavo, Promise Land, Argo),Kerry Bishé (Il Ricatto, Argo); chiudono la lista del cast principale la promettente Mackenzie Davis e il veterano del piccolo schermo Toby Huss. Se le prime cosa che risaltano sono la regia potente e dinamica di Juan José Campanella (Il segrete dei suoi occhi) e la cura della messa in scena, dalla fotografia ai costumi, la seconda (ma solo in ordine temporale) è la musica, altro protagonista dello show. In quest’episodio, Thomas Golubić (The Walking Dead) dimostra di scegliere le canzoni in base a genere, ritmo, testo e anno d’uscita (da Lodi dei Creedence Clearwater Revival a Complicated Game degli XTC, a Cirrus di Bonobo), tutti dettagli che rafforzano il significato della sequenza narrata, aumentando l’empatia del pubblico; la colonna sonora originale di Paul Haslinger, componente negli anni ‘80 dei Tangerine Dream predilige i suoni elettronici, tipici degli anni’80, richiamando le note di Still On Fire dei Trentemøller, pezzo scelto per accompagnare la vivace sigla dello show.

RASSEGNA PANORAMICA

Silvia Brancato
Laureata al DASS dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza in "Stereoscopia: Cinema, Televisione e Teatro", consegue successivamente il Master Digital Audio/Video Editing presso La Sapienza con la speranza di diventare una montatrice cinematografica. Gran divoratrice di libri, appassionata di serie tv e frequentatrice assidua della sala cinematografica.
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