Homeland 5×01 recensione dell’episodio con Claire Danes

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Carrie Mathison/Claire Danes ora vive a Berlino, va a lavoro con il sorriso e la sera torna a casa da sua figlia e dal suo compagno Jonas/Alexander Fehling; oggi, però, le cose sembrano prendere una piega diversa. Il suo capo, il miliardario filantropo Otto Düring/Sebastian Koch, ha intenzione di recarsi in un campo profughi in Libano, vicino il confine siriano, per portare cibo e medicinali ai rifugiati; l’ex agente CIA non riesce a dissuadere Düring dal recarsi in quel campo profughi comandato dall’Hezbollah e decide di far visita al Capo della Stazione CIA di Berlino Allison Carr/Miranda Otto per avere dei consigli. Lì incontra per caso Saul/Mandy Patinkin che non si fa problemi a insultarla. Promosso a Capo della Divisione Europea, Saul è appena arrivato a Berlino per gestire una fuga di informazioni classificate, dovuta all’hacktivista Numan/Atheer Adel; i dati craccati rivelano l’accordo con il quale il Governo tedesco permette al Governo americano di spiare i propri cittadini al fine di combattere il terrorismo, aggirando così le severissime leggi sulla privacy. La fuga di notizie tronca il rapporto di collaborazione tra i due Governi, costringendo Saul a ingaggiare Peter/Ruper Friend al di fuori della CIA. Nel frattempo, Laura Sutton/Sarah Sokolovic, una giornalista americana che lavora per Düring, pubblica online le informazioni classificate della CIA.

Homeland 5x01 2Sono passati quasi dieci mesi nella realtà e ben 28 nella finzione, ma grazie alla familiare e solida regia di Lesli Linka Glatter bastano due minuti di Homeland 5×01 e un sorriso appena accennato di Carrie affinché tutto il tempo trascorso svanisca all’istante. In men che non si dica, veniamo catapultati nei sottili intrecci di questo thriller drama che per agevolare le atmosfere spionistiche e una visione più coinvolgente non cede alle lusinghe di una monotona fotografia cupa e dai colori scuri o a dialoghi carichi di tensione e di sottintesi. Homeland racconta tutto ciò che accade di nascosto intorno agli eventi mondiali che pensiamo di conoscere bene e, grazie agli showrunner Gordon e Gansa, lo continua a fare come dal primo episodio, usando le sfaccettature dei suoi personaggi, la loro verosimiglianza; è proprio per questo che l’elemento thriller diventa più interessante e la storia più comprensibile a livello emotivo. Carrie ha scelto di vivere lontano da ciò che le ricorda il suo passato, un passato che ancora non si è perdonata e per il quale cerca di fare ammenda. Separation Anxiety, mostra chiaramente la paura della protagonista che, contro la sua volontà ma seguendo il uso istinto, si riaffaccia in quel gioco di menzogne e morte dal quale si era tenuta lontana fino a ora. Stavolta Carrie dovrà lottare tra ciò che è e ciò che ha, una spia o una vita tranquilla e felice.

Il prossimo episodio, The Tradition of Hospitality, andrà in onda domenica 11 Ottobre su Showtime.