Homeland 3×10 recensione dell’episodio con Claire Danes

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    Mentre Brody (Damian Lewis) è a 6 km dal confine con l’Iran e la missione si avvicina al punto cruciale, Carrie (Clare Danes) si reca a Langley, ma prima di entrare nella sala controllo Quinn (Rupert Friend) le rivela di essere a conoscenza della sua gravidanza.
    Nel frattempo, Dar Adal (F. Murray Abraham) è con il Capo dello Staff, Michael Higgins (William Sadler), alla Casa Bianca per assistere all’operazione di Saul (Mandy Patinkin). Ancora sul suolo iracheno Brody ripassa il piano: chiedere asilo al governo iraniano, raccontare la storia di copertura, farsi portare a Tehran da Javadi e assassinare il Generale Akbari. Quando ai Navy SEALs che scortano Brody viene dato l’ordine di avvicinarsi e attraversare il confine tra Iraq e Iran, non una cosa va nel verso giusto.

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    Il decimo episodio, Good Night, si appoggia completamente su un intreccio denso di suspense, la cui struttura prevede il ripetersi di un semplice ed efficace schema: calma, colpo di scena, reazione e di nuovo calma. L’ottimo lavoro di sceneggiatura del produttore esecutivo Alexander Cary e di Charlotte Stoudt facilita sicuramente il compito del regista Keith Gordon (Dexter), che mette in scena uno degli episodi più riusciti di questa stagione. Non perdendo mai di vista i tre luoghi dell’azione e le diverse atmosfere che si respirano, Gordon crea un botta e risposta di emozioni che dà fluidità all’episodio. Inoltre, inserendo le immagini prese dai droni e quelle prodotte dagli strumenti di visione notturna rende più autentica e comprensibile la situazione degli uomini in missione. La fotografia molto contrastata usata per la sala controllo e quella quasi priva di luce per l’operazione in Medioriente non fanno che aumentare la sensazione di ansia e paura dei personaggi principali, che stanno rischiando molto sia in un posto che nell’altro. homeland4

    Le prove attoriali sono ai massimi livelli, niente ci distrae dall’evolversi della vicenda se non la bravura di questo cast così affiatato e convincente. Ancora una volta, dal ritorno di Lewis, i momenti tra Brody e Carrie sono quelli più intensi della storia, sebbene gli attori non condividano nemmeno la scena. La terza stagione di Homeland è quasi giunta alla sua conclusione, solo due puntate per vedere se Brody riuscirà a compiere la sua missione, tornando sano e salvo a casa, e se c’è ancora una possibilità per lui e Carrie. Come guest star tornano Nazanin Boniadi/Fara e Shaun Toub/Javadi, i cui personaggi probabilmente vedremo anche nei prossimi episodi.

    Il prossimo appuntamento andrà in onda l’8 dicembre su Showtime e s’intitolerà Big Man in Tehran.