Hostages 1×05 recensione dell’episodio con Toni Collette

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Hostages

Ellen sceglie di non scappare e tornare da Brian ferito da Duncan durate la video telefonata. Nel frattempo, quest’ultimo comincia a perdere autorità con i suoi sottoposti, Archer non ha risolto a dovere il sequestro di Angela e Sandrine nasconde segreti.

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La quinta puntata di Hostages comincia a mostrare le prime debolezze della storyline, nonostante questo episodio possa essere definito come la seconda parte del precedente, le scelte di sceneggiatura sono risultate prevedibili e poco convincenti. Il primo stop narrativo è stata la decisione di Ellen. Questa risulta essere molto scontata anche nel suo approccio dell’operazione chirurgica casalinga; infatti, se si vuole entrare nei dettagli essendo puntigliosi, la scena è ricca di illogicità che introducono delle forzature nella dinamica della storia.
Il secondo stop narrativo è quello che avviene parallelamente, il tentativo di fuga da parte di Morgan (Quinn Shephard) e Jake (Mateus Ward), mentre lei sembra essere determinata, lui è pieno di dubbi, difatti la sua telefonata a casa introduce l’ennesima banalità che fa intuire con largo anticipo l’esito della loro fuga e in qualche modo della puntata.
In un episodio da dimenticare, l’unico confronto piacevole è quello tra Ellen e Duncan, Toni Collette e Dylan McDermott sono perfetti nell’interpretare i loro personaggi e il loro ruolo di sequestratore ed ostaggio. I loro dialoghi permetto ai due personaggi di conoscersi e di evolvere in maniera interessante, come lo dimostra il retroscena sul passato di Ellen ed il motivo per cui è stata scelta per operare il presidente Kincaid (James Naughton). Altro risvolto inaspettato è stata la trappola che Dunan ha preparato per Archer (Billy Brown). Questa oltre a simboleggiare il potere della sua autorità mostra le conseguenze per chi non rispetta le sue direttive. Mentre noiosa e poco interessante è la vicenda privata che coinvolge Sandrine (Sandrine Holt). Se si fossero sacrificate alcune sue scene a favore di una più concreta fuga dei ragazzi, il tono della puntata avrebbe potuto avere una conclusione meno deludente.

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Truth and Consequences scritta da Jennifer Cecil e diretta da Karen Gaviola evidenzia l’incoerenza dei Sanders, tutta la puntata è un inno al sacrificio familiare, eppure gli ostaggi sono ricchi di segreti e retroscena che non rendono credibile l’intera struttura. Dall’altra parte, Duncan non convince nel ruolo di cattivo con la morale. Seppur il suo personaggio agisca per in nome di una “giusta causa”, la frustrazione per l’uccisione di Angela poco coincide con i suoi atteggiamenti crudi e violenti.
Questo episodio conclude un primo tentativo di fuga da parte degli ostaggi, ed evidenzia più le azioni maldestre di sceneggiatura che dei suoi protagonisti. Seppur gli ascolti si sono stabilizzati intorno ai 5 milioni, la storyline è stata messa da parte per troppo tempo, lasciando numerosi dubbi sulle sorti dello show di Jerry Bruckheimer.