Il tredicesimo episodio di House of Cards vede Frank testa a testa con la Dunbar nell’Iowa e di conseguenza attuare le ultime manovre per vincere le primarie all’interno del partito. Nel mentre Claire nutre forti dubbi sul suo matrimonio prendendo delle decisioni inaspettate.

 

House of Cards 3x13-1Chapter 39 si apre con una ridondanza, Claire (Robin Wright) e Frank (Kevin Spacey) sull’aereo presidenziale che parlano dei loro problemi di coppia, l’ennesima sottolineatura da parte di Beau Willimon su come questa seconda parte della stagione si sia completamente focalizzata (a tratti anche fossilizzata) sul rapporto dei coniugi Underwood che mai erano stati così analizzati nei loro sentimenti. Così la puntata si sospende nei pensieri di Claire, attraverso dei lunghi primi piani, nelle macchinose “prove d’amore” per Frank, nei dialoghi con Thomas (Paul Sparks) ma soprattutto nella costante ricerca di una verità all’interno delle innumerevoli bugie che sono state proferite e mostrate durante la campagna elettorale. Sono stati mesi in cui Claire è sempre stata un passo indietro al marito, apprezzata ma mai gratificata per il suo impegno e la sua devozione. Una puntata in cui la First Lady decide di non esserlo più, insieme ad una serie di altre cose che segnano forse la svolta e non l’ennesimo capriccio come lo fu Adam e la fuga a New York. Nel mentre Frank conosce il problema di sua moglie ma nuovamente non lo affronta, lo aggira, lo allontana in “un’altra stanza per la First Lady” pensando che possa rimediare ma solo dopo le elezioni, perdendo così di vista l’ammonimento di Thomas della scorsa puntata, perdendo così l’ultima occasione per essere suo marito.
A dare ritmo alla puntata non è la campagna elettorale, rimandata così alla prossima e già confermata quarta stagione, ma Rachel (Rachel Brosnahan) e Doug (Michael Kelly) e il loro rapporto di vittima e carnefice, di amore e odio, che aveva caratterizzato l’intera seconda stagione. I risvolti che porta questa parentesi tormentata come i sentimenti del fedelissimo faccendiere sembra mettere un punto definitivo a tutta una serie di personaggi che potrebbero far dissolvere il castello di Frank per “gli errori” commessi nel passato, allontanando la sua sua caduta ed enfatizzando la sua ascesa per quello che sembra un’inevitabile “secondo mandato”.

House of Cards 3x13-2Il finale di stagione di House of Cards non introduce nessun elemento narrativo rilevante, come invece lo è stato per le ultime due stagioni (la nomina alla vicepresidenza e poi alla presidenza) e concentra la sua intera narrazione sui due attori principali. Questo rappresenta un pregio poiché la coppia di attori americani è stata in un risplendente stato di grazia per tutta la stagione (e la parentesi nello Studio Ovale dimostra l’indiscussa ecletticità artistica di Spacey e Wright) ma rappresenta anche un difetto poiché non è riuscita più a tessere quella rete di thriller e quindi di intrigo come era accaduto con personalità quali Zoe e Tusk o in tono minore con Lucas e Gavin. Difatti in questa stagione è mancato il vero “pericolo” incarnato per pochi episodi nella personalità realistica e controversa di Petrov che poi è andata scemando alle mere contrattazioni politiche già ampiamente narrate quando Frank era al Congresso e che quindi hanno perso parte del loro fascino.
L’auspicio, per la prossima stagione, è che la coppia presidenziale torni ad essere una certezza nella scrittura dello show per poter analizzare, come solo questa serie riesce a fare, i fragili nervi emotivi della campagna elettorale e tutti mezzi che si usano per arrivare al fine.

VOTO:3.5/5 stelle