Il Commissario Montalbano: Il Sorriso di Angelica – recensione

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    sorriso angelica montalbano Nel corso della notte una coppia subisce un doppio furto. Dopo aver addormentato i coniugi con un gas, i ladri svaligiano la loro casa al mare, rubano l’auto e, usando le chiavi dei proprietari, continuano il furto nella loro casa di città. Nessuna impronta, nessuna violenza, solo la canna a cannocchiale usata per entrare nella prima abitazione. Perché lasciarla lì? Il commissario Montalbano/Luca Zingaretti scopre presto che questo tipo di furto non è il primo della zona e che le vittime fanno tutte parte di una ristretta cerchia di amici molti ricchi e in vista. Nel frattempo, i furti continuano e Montalbano riceve delle lettere anonime da parte del capo della banda di ladri, Zeta, che lo incita ad una sfida. Durante le indagini il commissario conosce Angelica/Margareth Madè, un’affasciante e magnetica ragazza, anch’essa vittima dei furti, che lo seduce e lo fa innamorare. L’intreccio non fa che complicarsi, ma ciò non impedisce a Montalbano di capire che la serie di furti è solo una copertura per nascondere un altro obiettivo, assai più grave e tragico.

    Tratto dall’omonimo romanzo del 2010 di Andrea Camilleri, “Il sorriso di Angelica” è il 23esimo film della fiction Rai Il commissario Montalbano, che inaugura così la sua nona stagione composta da un totale di quattro episodi. Il cast principale è sempre lo stesso ad eccezione del personaggio di Livia, l’eterna fidanzata di Montalbano, prima interpretata dalla svizzera Katharina Böhm, che occupata in altri progetti ha lasciato il ruolo nelle mani della svedese Lina Perned; la voce, almeno, è ancora della doppiatrice Claudia Catani.

    Le storie di Montalbano continuano a esercitare sugli spettatori un forte coinvolgimento e una piacevolezza tali da far dimenticare in pochi minuti gli anni passati dall’ultimo film. Il merito è in primis di Camilleri, certo, ma subito dopo degli onnipresenti sceneggiatori Bruni e De Mola e dello storico regista della serie Alberto Sironi, che fedeli ai racconti originali sono riusciti a rendere coerente e verosimile nel tempo il mondo del protagonista. Insieme alle minuziose scenografie di Luciano Ricceri e alla calda fotografia di Franco Lecca, ritroviamo l’ironia spontanea e naturale di Montalbano, dei suoi sguardi e dei suoi modi da affabulatore, la comicità familiare nelle scene insieme a Catarella/Angelo Russo e le sue abitudini da lupo solitario, che ama il mare e la tranquillitil-sorriso-di-angelicaà. Tuttavia, la forza di questa fiction sta nell’evolversi del personaggio, di cui conosciamo a fondo pregi e difetti, nella sua capacità di vivere al di fuori delle aspettative e di confrontarsi con i cambiamenti. Infatti, in questa nuova stagione, si respira l’atmosfera cupa e drammatica della crisi che l’Italia sta vivendo: la disoccupazione, il fallimento delle piccole e medie imprese, la collusione, il potere politico. Questa nuova situazione regala al pubblico ciò di cui ha bisogno, ovvero la domanda: ce la farà Montalbano a uscire vincente da questa ennesima sfida? Il crimine, le indagini, il mistero, la soluzione e l’attualità, visto dagli occhi di un uomo umile, buono, che non si piega al potere. Ne “Il sorriso di Angelica” l’atmosfera si carica anche di magia e d’incanto; una rappresentazione dell’Opera dei Pupi presagisce l’innamoramento di Montalbano nei confronti della bella e ambita Angelica, che come l’omonimo personaggio ariostesco rifiuta i ricchi signori in favore di un uomo semplice. La storia e la letteratura s’intrecciano all’amore inaspettato e passionale di Montalbano, che brucia tutto e velocemente.

    Finisce l’episodio e ci sentiamo diversi. Qualcosa è cambiato, ma ciò non suscita dispiacere, tutt’altro: Montalbano è ancora più vivo e reale dell’ultima volta e noi siamo felici di averlo rivisto.

    In onda in prima serata su Rai1 Lunedì 15 Aprile.