Jason Reitman presenta Casual con i protagonisti al Roma Fiction Fest 2015

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Un fratello depresso, una sorella appena divorziata, la figlia di lei, disinibita adolescente senza peli sulla lingua. È questo il ritratto di Valerie, Cole e Alex, una famiglia disfunzionale che a modo suo funziona benissimo. Il terzetto inedito è il protagonista di Casual, nuova serie prodotta da Hulu e protagonista della terza giornata al Roma Fiction Fest 2015.

I tre protagonisti della serie sono intervenuti a Roma per raccontare al pubblico questo atipico dramedy, con un tono decisamente complicato da definire in modo netto ma che riesce a far sorridere e riflettere, catturando l’attenzione dello spettatore anche solo dal pilot, mostrato al pubblico del Festival.

In compagnia di Michaela Watkins, Tara Lynne Barr e Tommy Dewey, a presentare lo show c’erano anche l’ideatore Zander Lehmann e il regista dei primi due episodi della serie, Jason Reitman, acclamato e amato regista cinematografico figlio d’arte.

L’idea di questa coppia di fatto così atipica è venuta a Lehmann guardando alla sua stessa vita e al suo rapporto con la sua stessa sorella, con la quale però, ha confessato, “non parla della sua vita sessuale”, a differenza dei due protagonisti. “Vivevo con mia sorella, che ha cominciato a uscire con il mio migliore amico, fino a che non si è trasferito da noi. Questa serie tv è la mia vendetta. È una storia su come si cerchi la felicità e come si possa instaurare un legame di convivenza e una vera e propria famiglia con qualcuno che ti vuole bene davvero e che vuole il meglio per te”.

La scelta di Reitman come regista è nata un po’ per praticità, i due hanno lo stesso agente, un po’ perché l’impronta caratteriale dei protagonisti rispecchia molto bene quello che ha raccontato Reitman fino a oggi al cinema. Per Jason la serie si basa su “una relazione provocatoria che lascia molto poco spazio per altri”.

Per quanto riguarda invece gli attori, tutti si sono trovati a recitare dei personaggi che in qualche modo recitano una parte, che indossano una corazza, come spiega Dewey: “Una cosa che mi è piaciuta molto di questo show è il fatto di dover interpretare un personaggio che si mette una corazza per sopravvivere alla giornata e nella sua costante ricerca di una compagna rivela il suo desiderio di tranquillità, di normalità. La sfida dell’attore è sbucciate la corazza e far venire fuori quello che c’è sotto un po’ per volta”.

Michaela Watkins, che interpreta l’affascinate ma insicura Valerie, psicologa 40enne che sta divorziando perché tradita per una donna più giovane, ha dichiarato: “I personaggi si aggrappano l’uno all’altra e il loro rapporto sta sulla linea di demarcazione, sono una coppia che si ama a tutti gli effetti, anche se non c’è la componente sessuale nel loro rapporto. Hanno bisogno di crescere insieme e cercano l’aiuto reciproco. Tutti abbiamo bisogno della famiglia per crescere e per emanciparci. L’elemento della serie che invece mi ha interessata molto è che la serie non va mai a finire dove pensi”.

L’adulta del trio, paradossalmente, sembra essere la giovanissima Laura, interpretata da Tara Lynne Barr: “Il mio personaggio è molto catartico. All’inizio indossa una maschera, si nasconde dietro una facciata che poi cade. Alla fine della stagione ci sarà simpatica, credo, tutti vogliamo che si rilassi anche perché molti l’hanno definita stitica”.

L’elemento chiave per ogni serie che si rispetti, per ogni lavoro cinematografico e televisivo in generale, è l’alchimia trai protagonisti, e in Casual il timing è decisamente perfetto. “Merito del casting – dice semplicemente Jason Reitman, anche produttore della serie – Dovevano saper suonare bene insieme. Quello che cerchiamo è il realismo senza cercare di adeguare un personaggio o un attore all’altro. Devono essere ‘intonati’ tra loro”.

Anche sceneggiatore dei suoi film, Reitman ha offerto anche un’interessante riflessione sulla differenza di scrittura tra una serie e un film: “Dirigere film e serie è praticamente la stessa cosa. Scrivere è invece diverso. Perché un film sta tutto nel momento finale, e mi chiedo sempre ‘dove lo lascio il pubblico? Quando do la mazzata prima della fine?’ Per la serie invece si valuta il processo, le azioni che si sono succedute nel corso degli episodi”.

Ospite della piattaforma Hulu, simile a Netflix, Casual può essere guardata nella sua interezza come se fosse un film di Jason Reitman, un film da 5 ore che racconta tutto l’arco narrativo della prima stagione.