Mob City 1×02 recensione dell’episodio di Frank Darabont

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    Anche la seconda parte dell’episodio con cui ha esordito Mob City inizia con un flashback nella Los Angeles del 1922, quando un giovane poliziotto deriso da tutti per la sua dedizione al lavoro si faceva strada per diventare capo della polizia. Stiamo parlando del giovane William Parker (Neal McDonough) e del perché gli abbiano affidato il nomignolo di “Bill il boy scout”.

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    In quegli anni il ragazzo capì che non c’era differenza tra i gangster e i poliziotti corrotti, che tutti vivevano allo stesso modo, infrangendo la legge e condannando persone innocenti a vivere nella paura. Proprio come un cappello bianco o nero distingueva i buoni dai cattivi, così l’abito gessato o la divisa avrebbero dovuto fare la differenza. Negli anni ’20 però la divisa non aveva nessun valore se non c’era qualcuno ad onorarla, e così Bill il boy scout decise che poteva essere lui quel qualcuno. Oggi, nel 1947, tutti lo chiamano “Capo Bill” oppure “Signore”. Il giovane e esile ragazzo dalle grandi idee è riuscito a farsi rispettare e temere da tutti. Bill è un capo attento e potente che sa con cosa ha a che fare. Per sconfiggere la malavita ha messo insieme una squadra tattica composta da uomini leali intelligenti che egli stesso a raccolto dalla strada e addestrato. A causa di un omicidio piuttosto sospetto anche il nostro detective Joe Teague (Jon Bernthal) si unisce al gruppo di inossidabili poliziotti. Il loro compito è svelare i motivi del coinvolgimento di Sid (Robert Knepper), Benny (Ernie Hudson) e gli uomini di Cohen. Ma nel regno delle cantanti jazz dalla voce profonda e le ballerine di burlesque vestite di piume, non poteva certo mancare una presenza femminile. Compagna della vittima è infatti una certa Jasmine (Alexa Davalos), una fotografa che lavora nel nightclub gestito da Cohen. Una donna bellissima, elegante e dalla forte personalità che sembra nascondere molto più di quanto si possa immaginare. La polizia infatti cerca di estorcerle informazioni riguardo al suo compagno assassinato, il comico Hecky Nash (Simon Pegg), che si dà il caso fosse un amico d’infanzia dello stesso Mickey Cohen (Jeremy Luke). La donna sembra non saperne niente ma il capo Bill decide di metterla sotto sorveglianza. Il detective Teague già da tempo teneva d’occhio Jasmine ma il motivo non sembra essere il rapporto con la mafia. Gli uomini della squadra di Bill sono cresciuti per le strade, sono delle ombre che hanno occhi e orecchie dappertutto, quindi qualunque cosa Teague e la ragazza nascondano, loro lo scopriranno.

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    Questo episodio quindi, ci fa conoscere meglio la misteriosa fotografa e il modus operandi dell’organizzazione criminale. Oltre a qualche bella sparatoria a sorpresa e un pizzico di umorismo noir il ritmo appare ancora troppo pesante e le storyline dei personaggi un tantino prevedibili. Non ci resta che aspettare e sperare che i prossimi episodi riservino almeno qualche sorpresa.