Penny Dreadful 1×04: recensione dell’episodio con Eva Green

Metà serie. Questa è la prima indicazione del quarto episodio di Penny Dreadful, sugli otto in totale previsti. Metà serie dove necessariamente va tracciato un primo bilancio su ciò che si sta portando avanti. Se il terzo episodio si chiudeva con moltissima carne al fuoco ed un nuovo schieramento di partenza pronto a dispiegare l’intreccio portante della storia, il ritmo rallenta pesantemente (e nuovamente) in questo quarto episodio, rilanciando qualche personaggio, come Dorian Gray, abbandonato nella puntata precedente, ma muovendosi in modo molto lento per la storia principale, di fatto non aggiungendo nulla.

La vicenda principe è sempre quella di Sir Malcolm alla ricerca della figlia, in compagnia della seducente Vannesa Ives, del Dott.Frankenstein e dell’affascinante Ethan. Ma i dettagli veramente utili alla risoluzione del “caso” vengono forniti con il contagocce, anzi sono quasi abbandonati, in favore di secondarie storie di personaggi che, gioco-forza, restano solo approssimate. Ovvio che prima o poi si arriverà all’esplosione delle pratiche, ma considerando l’esiguo numero di episodi rimanenti, è probabile che il tutto si spenga in una manciata di minuti. La verità è che la gestione dei numerosi personaggi, che definire di contorno è riduttivo, perché c’è almeno in teoria la voglia di conferire a tutti un ruolo importante, non è semplice, specie in un’ambientazione così impegnativa come la Londra di fine ‘800; nel voler tentare comunque una loro caratterizzazione specifica e curata, si sovrasta senza mezzi termini la trama principale, che viene quasi dimenticata. In tal senso, questo quarto episodio è emblematico. È chiaro che John Logan, sceneggiatore esperto, qui creatore della serie, sa comunque dove mettere le mani e fa incrociare i vari personaggi creando una rete di rapporti che sarà senz’altro utile in futuro. L’incontro Ethan-Dorian in questa puntata ne è l’esempio.

Penny-Dreadful-1x04-2La promessa di un horror terrificante, sensuale, “atmosferico” continua a non concretizzarsi; le uniche scene che possono avvicinarsi alla pagina dell’orrore, abbracciano la sfera del digusto e non di una costruzione visiva o narrativa crescente, che regali suspense o tensione, percorso che si era quantomeno approcciato nell’episodio precedente, ma che si è sciolto quasi sul nascere.

Resta qualche suggestiva immagine, come fosse una diapositiva affascinante d’altri tempi e qualche sequenza interessante (le scene a teatro e l’incontro finale Ethan-Dorian), ma Penny Dreadful compie un passo indietro e perde tutto quel fascino e quelle aspettative accumulate sul finire del terzo episodio, per rallentare nuovamente il ritmo e ricominciare da capo. Una storia che fatica a prendere corpo e che inevitabilmente dovrà esplodere tutta insieme nelle battute finali.

 
 

RASSEGNA PANORAMICA

Matteo Colibazzi
Studia Cinema, Televisione e Nuovi Media al DAMS, Roma Tre. Ha frequentato un corso presso l'Accademia Radio-Televisiva di Roma ed è conduttore radiofonico. Tele/radiocronista di football americano, cinefilo maniacale, musicalmente dominato da rock e derivati. Tutto in rigoroso ordine sparso.
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