Person of interest 1X06 – recensione

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Finalmente qualcuno accende lo sguardo imperturbabile di Reese… e non solo quello! John fa da autista ad una donna assai affascinante: Zoe Morgan. È evidente che si tratta di un nuovo ‘caso’, ma non è ancora chiaro se la bella Zoe sia la vittima o il carnefice. Ben presto Reese scopre che è “una che risolve problemi” e si spiega come mai all’inizio lei fosse piuttosto diffidente nei confronti del nuovo autista: la sostituzione last-minute del solito chauffeur non l’aveva convinta, ma poi chiede a Reese di tornare l’indomani. È fatta: tutto sotto controllo. La detective Carter invece indaga sull’omicidio di Vincent De Luca, settantenne assassinato con le stesse modalità dell’omicidio di Marlene Elias, risalente a quarant’anni prima. Pare che l’uomo – affiliato a Cosa Nostra – fosse stato accusato di quell’uccisione, ma le prove sono state sottratte durante un furto al deposito giudiziario.

Vi ricorda qualcosa lo scatolone col nome “Elias”? La Carter contatta Sullivan, il detective che all’epoca si occupava del caso e che le rivela che Marlene era l’amante di un boss, Gianni Moretti. Col tempo aveva cominciato a ‘lamentarsi troppo’, e lui l’aveva fatta eliminare da uno dei suoi, De Luca, appunto. La donna aveva avuto un figlio dal boss, ma è scomparso nel nulla. Nonostante sia in pensione, Sullivan offre aiuto alla Carter per provare a rintracciarlo. La Morgan intanto ha un nuovo incarico: un’altra questione ‘da risolvere’. Un giornalista ha in mano una registrazione che comprometterebbe il capo di un’importante azienda farmaceutica. Lei fa da mediatore fra il cliente – Lawson, l’industriale – e il ricattatore. Avviene lo scambio. Ma la situazione si complica quando gli uomini di Lawson si fanno minacciosi con Zoe. Reese interviene prontamente, mettendola in salvo. Lei però scappa, facendo perdere le sue tracce. Il ricattatore viene assassinato.

Forse a Zoe tocca la stessa sorte. Finch ha scoperto che la registrazione riguarda una certa Dana Miller, ex dipendente di Lawson. I due non erano amanti: la Miller voleva rendere pubblici i risultati dei test di un nuovo farmaco di imminente lancio sul mercato, a quanto pare assai nocivo. Il suo numero era stato indicato dalla Macchina mesi prima, ma allora Finch non aveva Reese ad aiutarlo e non ha potuto fare niente. La ragazza era morta ‘per cause naturali’, ma la Macchina non rileva questo genere di cose: ci doveva essere dell’altro. Finalmente Zoe decide di farsi trovare: Reese la raggiunge. Si scambiano informazioni sul caso Miller-Lawson e dai loro sguardi si percepisce una forte attrazione fisica. Quando Zoe propone a John di andare via dal ristorante ci aspetterebbe un epilogo ‘romantico’… in realtà i due fanno irruzione alla casa farmaceutica per trovare altri indizi. Vengono sorpresi da un uomo di Lawson che li neutralizza e li porta dal capo. Zoe sembra disposta a trattare, peccato che John si fidasse di lei.

Prima di andarsene coi ‘cattivi’, però, lo bacia appassionatamente, passandogli di nascosto una graffetta con cui liberarsi. Zoe non li ha traditi: ha avvertito Finch e Reese la raggiunge subito. Il bene trionfa ancora. O forse no. La Carter va da Sullivan, per gli aggiornamenti sul caso Elias. Lo trova morto. Il sicario è ancora nell’edificio. Segue un breve scontro a fuoco. Il killer deve essersi ferito: su un muro c’è del sangue. Almeno adesso la Carter ha una pista. John abbandona il posto da chauffeur, ma non prima di assicurarsi che Zoe si tenga lontana dai guai. La donna lo saluta con un enigmatico “Ce l’hai il mio numero!”. Se son rose fioriranno.

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Giovane, carina e disoccupata (sta a voi trovare l'intruso). E' la prova vivente che conoscere a memoria Dirty Dancing non esclude conoscere a memoria Kill Bill, tutti e due i Volumi. Tanto che sulla vendetta di Tarantino ci ha scritto la tesi (110 e lode). Alla laurea in Scienze della Comunicazione seguono due master in traduzione per il cinema. Lettrice appassionata e spettatrice incallita: toglietele tutto ma non il cinematografo. E le serie tv. Fra le esperienze lavorative, 6 anni da assistente alla regia in fiction e serie per la televisione (avete presente la Guzzantina in Boris?). Sul set ha imparato che seguire gli attori è come fare la babysitter. Ma se le capita fra le mani Ryan Gosling...