Person of interest 1X08 – recensione

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    Passato e presente tornano a sovrapporsi in questo nuovo episodio in cui Reese deve confrontarsi con l’uomo che è stato e che forse… Beh, il nuovo numero appartiene a Wallace Negel, tedesco trapiantato negli Usa a metà anni ’80. John è convinto che l’uomo usi un alias per muoversi indisturbato. Con quale scopo? Spetta ai nostri eroi indagare.

    Dopo un’attenta ricerca, Finch scopre che il suo vero nome è Ulrich Kohl: lavorava per la Stasi ed era sposato con Anja, morta in un incidente stradale. Kohl è scomparso nel nulla dopo la caduta del Muro. I tempi coincidono: deve aver adottato l’alias per trasferirsi in America. Un flashback ci riporta al 2006. Reese incontra una donna, Stanton, con cui discute del suo nuovo ‘lavoro’. La sua interlocutrice gli chiede se abbia incontrato vecchie conoscenze negli ultimi tempi. John nega, ma lei gli mostra una foto scattata durante il suo incontro con Jessica. Ricordate? Torniamo al presente. Reese rintraccia un vecchio affiliato di Kohl, solo per trovarlo morto nella sua abitazione. Alias americano, anche lui nella Stasi. Sul luogo del delitto un agente dei servizi tedeschi tenta di neutralizzare Reese, che ovviamente ha la meglio.

    Subito John chiama Fusco: lo informa del cadavere e dell’agente che ha avuto cura di immobilizzare. Che ci pensi la polizia. Reese e Finch si concentrano sulle motivazioni: perché mai Kohl dovrebbe dare la caccia a un collega dopo vent’anni? Ci sono altre vittime? A quanto pare sì. E Kohl non si fa attendere: colpisce di nuovo. E anche al secondo collega mostra una foto di sua moglie Anja, ormai morta.  Eccola, la motivazione. Reese arriva giusto in tempo per rubare l’ambulanza che trasporta la vittima: è in fin di vita, ma se collabora…

    Kohl era stato tradito dai compagni: agli americani serviva un colpevole e loro hanno deciso di consegnare lui. In cambio hanno condotto una vita agiata e indisturbata a New York. Fuggito in Russia con la moglie, Kohl era stato rintracciato dagli americani, che poi avevano indirettamente causato la morte di Anja nell’incidente. Mentre Carter indaga sulle due vittime, Kohl si dirige dal terzo collega. Nella speranza di salvarsi, questi gli confessa che Anja è ancora viva: aveva scoperto che il marito era un assassino e, scioccata, aveva deciso di sparire per sempre. Quando Reese giunge sul posto, il tizio è già morto. Ora è Anja quella in pericolo: se l’incidente era una montatura, anche lei è una traditrice. Reese si apposta a casa della donna, che però è al sicuro con Finch. Arriva Kohl: John stavolta deve vedersela con un suo pari. Viene sopraffatto. Segue ‘interrogtorio’.

    Kohl è più che intenzionato a trovare Anja; Reese vuole dissuaderlo: lui ci è passato, la vendetta non lo farà sentire meglio. Le sue parole cadono a vuoto. Anche perché Ulrich ha visto le foto della figlia che non sapeva di avere. A sorpresa interviene Fusco. Kohl fugge e rintraccia la ragazza: la prende in ostaggio, costringendola a contattare la madre per un incontro. Finch scorta Anja al luogo prefissato. La donna spiega a Kohl le sue motivazioni. Lui, disperato, le punta la pistola contro e John si sente in dovere di sparargli. Esattamente ciò che Ulrich voleva. La sua arma è scarica, e ha potuto contare su Reese, “un soldato” come lui. Arrivano Carter e Fusco. John li osserva a debita distanza. Ancora un frammento del 2006: la Stanton ricorda a John che il suo paese ha bisogno di lui, non può tirarsi indietro. Però non può avere contatti con le persone del suo passato. A buon intenditor… Ah, un ultimo appunto: è lei a dargli il nome Reese. Un alias tira l’altro.

     
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    Giovane, carina e disoccupata (sta a voi trovare l'intruso). E' la prova vivente che conoscere a memoria Dirty Dancing non esclude conoscere a memoria Kill Bill, tutti e due i Volumi. Tanto che sulla vendetta di Tarantino ci ha scritto la tesi (110 e lode). Alla laurea in Scienze della Comunicazione seguono due master in traduzione per il cinema. Lettrice appassionata e spettatrice incallita: toglietele tutto ma non il cinematografo. E le serie tv. Fra le esperienze lavorative, 6 anni da assistente alla regia in fiction e serie per la televisione (avete presente la Guzzantina in Boris?). Sul set ha imparato che seguire gli attori è come fare la babysitter. Ma se le capita fra le mani Ryan Gosling...