The River 1X05 – recensione

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    Arrivata al quinto episodio, la serie di the River ci presenta un nuovo, oscuro mistero che rallenterà ulteriormente la ricerca del Dottor Emmet Cole: i nostri protagonisti, dopo aver riscontrato un grave malfunzionamento al motore della barca, chiederanno aiuto all’enigmatico equipaggio di una nave, la Exodus, ormeggiata nelle vicinanze.

    Misteri, decisioni drammatiche ed affetti ritrovati. Questi gli ingredienti principali di questa ormai famosa serie tv, che ci regala un quinto episodio controverso, caratterizzato dal solito evento soprannaturale (una formula che comincia a scricchiolare) che però, stavolta, coinvolgerà in prima persona uno dei protagonisti, Lena. La puntata può dirsi intrigante ma non del tutto riuscita: l’introduzione dell’equipaggio della Exodus risulta piacevolmente spiazzante, e gli autori riescono abbastanza bene a farci credere che forse, per una volta, esso rappresenti un aiuto concreto alla ricerca del Dottor Emmet ma, allo stesso tempo, il fangoso meccanismo tipico dei vari episodi ci suggerisce che così di certo non sarà. Assistiamo ad una costruzione della tensione pienamente sufficiente, ma nulla più, nel momento in cui i due gruppi si incontrano a bordo della nave protagonista della storia, la Magus, per scambiarsi informazioni e provviste; la situazione comincerà a farsi ovviamente sinistra, quando due membri dell’equipaggio della Exodus saranno scoperti a complottare un piano ai danni dei nostri “eroi”. Si ribadisce, quindi, il curioso binomio di fascino e ripetitività che comincia ad affliggere il serial, che pare sempre giocare le sue buone carte nell’esatto momento in cui i difetti dello script sembrano prendere il sopravvento; l’atmosfera resta comunque azzeccata ed intensa, complice un’ambientazione che sempre più si rivela essere uno dei maggiori punti di forza dell’intera operazione. Il vero problema risultano essere i personaggi, interessanti e ben caratterizzati a volte, semplici macchiette dall’arco evolutivo estremamente ridotto in altre occasioni. Non nuocerebbe di certo, inoltre, che si trovassero altre vie ed espedienti per introdurre l’elemento soprannaturale, gestito spesso in maniera zoppicante, seppur le idee siano di volta in volta diverse e piuttosto affascinanti.

    La serie è arrivata ad un punto critico. La speranza è che gli autori riescano a prediligere la costruzione di un quadro d’insieme che possa restituire organicità ad una sequenza di eventi che sì, catturano l’attenzione, ma rischiano anche di perdersi in un quadro generale pericolosamente frammentato.