Red Band Society 1×03 recensione dell’episodio con Octavia Spencer

    401

    empire-red_band_society

    Qualcuno del passato di Jordi (Nolan Sotillo), il ragazzo arrivato misteriosamente solo dal Messico, si presenta all’Ocean Park Hospital di Los Angeles, mandando in tilt l’intero ospedale. Nel frattempo Leo (Charlie Rowe) e Emma (Ciara Bravo) continuano a stargli vicino dopo l’operazione alla gamba e la brutta notizia ricevuto. Kara (Zoe Levin), invece, non sembra capire la gravità della sua situazione e continua a mettere a dura prova la pazienza dell’infermiera Jackson (Octavia Spencer).

    Red Band Society 1x03Si intitola Liar, Liar Pants on Fire il terzo episodio della prima stagione di Red Band Society, la serie tv statunitense remake della fiction catalana di successo Polseres vergelle, ideata da Albert Espinosa,  sviluppata da Margaret Nagle e prodotta, tra gli altri, da Steven Spielberg. In quest’episodio l’arrivo inaspettato della mamma di Jordi rischia non solo di minare l’equilibrio creato in ospedale, ma anche di compromettere i rapporti che si sono instaurati, sia tra i ragazzi sia con il Dr. McAndrew (Dave Annable) – i due infatti hanno passato la notte insieme -. Il tutto aumenta l’instabilità di Leo, che non sembra conoscere più l’amico Jordi, e di Dash (Brian “Astro” Bradley), che si sente messo da parte dall’amicizia tra i due. A riportare serenità ci pensa, come sempre, Emma, la più saggia del gruppo, colei che riesce a vedere sempre il lato positivo delle cose. Lei, che soffre di disturbi alimentari, non si scompone a preparare biscotti per  chi ne ha più bisogno e far in modo che nessuno si senta solo. Perché i “braccialetti rossi” ci sono sempre e non si tirano indietro nel momento delle difficoltà, nonostante quello che possa sembrare. Loro sanno perfettamente come ci si sente, e quale medicina migliore se non ricevere amore e amicizia?

    Red Band Society 1×03All’Ocean Park Hospital regna incondizionato l’aiuto verso il prossimo, soprattutto tra gli adulti, che devono avere quella forza e quel coraggio in più da trasmettere agli altri. Anche perché i ragazzi vogliono continuare a vivere la loro vita da adolescenti, fatta semplicemente da problemi di cuore e scommesse innocenti di gioco, senza ricordarsi continuamente dove sono e perché. Red Band Society, quindi, funziona proprio perché riesce a raccontare con sensibilità un tema toccante come la malattia, senza però dipingerla con troppa drammaticità, concentrandosi su quello che per molti è l’arma vincente: l’amicizia e il non sentirsi diverso