The Bridge 1×13 – Recensione

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L’episodio inizia con Hugo (Hugo Medina), il poliziotto corrotto, fermo in auto con Eva (Stephanie Sigman) priva di sensi sul sedile posteriore. Un suv li raggiunge e scende un uomo che porge a Hugo una pistola, ordinandogli di occuparsi della ragazza. Marco (Demián Bichir) sa da Celia (Ellie Araiza) che, prima di sparire nel nulla, Eva è stata in custodia nella loro centrale di polizia, allora capisce quale destino è toccato alla giovane donna e decide di aiutare Sonya a ritrovarla. Controllando i video della sicurezza, scoprono che è stata il poliziotto che l’ha portata via di nascosto dalla centrale e lo cercano per sapere se Eva è ancora viva e, in caso, dove trovarla. Durante le indagini, i due detective si riavvicinano e Sonya, capendo lo stato d’animo di Marco, cerca di scoraggiarlo da qualsiasi tentativo di vendetta verso Tate. Nel frattempo, Steven Linder (Thomas M. Wright) continua le sue ricerche insieme alle madri delle numerose ragazze messicane che continuano a sparire nel nulla per ricomparire solo più tardi come piccole croci rosa nel deserto. Charlotte (Annabeth Gish), invece, s’incontra con l’avvocato Monte (Lyle Lovett) per firmare le carte dell’accordo tra lei e Fausto Galvan (Ramón Franco). Della sua piccola società criminale fanno parte anche Cesar (Alejandro Patino) e Ray (Brian Van Holt), entrambi come suoi dipendenti. La giovane vedova si sta sporcando le mani per proteggersi da qualsiasi pericolo, che provenga dal cartello o dal governo degli Stati Uniti, ma suoi sforzi potrebbero essere vani.

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Com’era prevedibile dopo l’undicesimo episodio, gli ultimi due appuntamenti con The Bridge hanno avuto lo scopo di presentare o sviluppare i temi per la seconda stagione, annunciata da FX il 24 settembre scorso. Anche l’introduzione del nuovo personaggio Fromme (Timothy Bottoms) ne è una prova. Scindendo il finale della storia principale dal finale di stagione, lo show ha contrariato una parte dei suoi fedeli spettatori, che avevano mostrato qualche segnale di scontento già da Old Friends, l’episodio precedente alla cattura del killer. Basta guardare gli ascolti. Il thriller drama, che aveva catturato con il pilot circa 3 mln di spettatori, si era garantito un’audience fissa di 1,74 mln, almeno fino al nono episodio. Con Old Friends il programma subisce un colpo, perdendo quasi il 20% del pubblico e ottenendo gli ascolti più bassi della stagione.

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Uno show partito in maniera brillante, che ha saputo incollare allo schermo i suoi spettatori per quasi tutta la stagione, fallisce in parte a pochi metri dal traguardo. Nonostante la qualità degli episodi e le interpretazioni degli attori abbiano continuato a essere ottime, The Bridge si è rivelato più adatto allo sprint che alla maratona. Tuttavia, i presupposti per una seconda stagione altrettanto intensa e intricata ci sono tutti. Sicuramente verrà dedicato più spazio e attenzione al rapporto tra Fausto e Marco e le strade dei vari personaggi principali (Charlotte, Linder, Sonya e Marco) s’incontreranno di nuovo.