The Leftovers 1×05: recensione dell’episodio

Arrivati a metà prima stagione, The Leftovers assume un ritmo diverso. The Leftovers 1×05, dal titolo Gladys, ruota intorno ad un efferato fatto di sangue che si intreccia, come ormai accade ad ogni avvenimento nella cittadina in cui è ambientata la serie, alla vita del Capo Kevin Garvey. The Leftovers 1×05 corre spedito, senza (quasi) momenti di pausa, con un buon ritmo e conservando sempre nello spettatore la sensazione che tra un nodo narrativo e l’altro ci sia qualcosa di misterioso e non detto, che allo spettatore stesso non è dato sapere.

 

Justin Theroux conduce quasi da solo l’intera storia, che in questo momento, per il suo personaggio, è un racconto di dolore personale, di distacco e separazione che lui non vuol ma che in qualche modo gli viene imposto dalla moglie Laurie (Amy Brenneman).Indagini in cui il capo della polizia viene ostacolato, oggetti che spariscono, persone che sembrano in tutti i modi remare contro di lui, sia sul posto di lavoro che nelle piccole cose di tutti i giorni; Kevin Garvey sembra un ‘uomo contro’, o meglio è la microsocietà stessa ad essere contro di lui, in ogni momento, in un misterioso stillicidio di quello che è un animo allo stremo.

The Leftovers 1x05

The Leftovers 1×05, come quasi tutti gli altri episodi fino a questo momento, conserva una sensazione di straniamento, di dissociazione da parte dello spettatore, raggiungendo poi importanti vette di bellezza quando entra in gioco la colonna sonora, composta dall’ottimo Max Richter.

I misteri restano sospesi, i personaggi accantonati per lungo tempo, e la storia collettiva della serie sembra diventare di poco conto. Con sospetto e quasi un po’ di noia stiamo a vedere dove questa esperienza, dalla buona fattura ma dalle intenzioni oscure, vuole arrivare.

RASSEGNA PANORAMICA

Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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