The Newsroom 2×06 – Recensione

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Mac e Charlie trovano un testimone chiave nell’operazione Genoa, il Generale dei Marine Stomtonovich al corrente dell’operazione e delle armi chimiche impiegate. Nel mentre Will è all’oscuro di tutto e preso dai sondaggi di gradimento dei suoi notiziari, sconfortato segue il consiglio di Nina di ammorbidire la sua immagine facendo un’apparizione ad un talk show. Jim nel tentativo di passare una serata con Hallie viene prima ostacolato da una cena e poi da Meggie.

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Nei primi sette minuti assistiamo a un perfetto riassunto delle informazioni che si hanno sull’operazione “Genoa” in cui il “Red Team”, composto da MacKenzie (Emily Mortimer), Jerry (Hamish Linklater), Meggie (Alison Pill) e Neal (Dev Patel) mostrano a Don (Thomas Sadoski), Sloan (Olivia Munn) e Jim (John Gallagher Jr.) tutte le informazioni necessarie sul caso e la notizia. Nelle retrovie Charlie (Sam Waterston) segue il dibattito che ne sussegue e supporta le argomentazioni del Team. In questi primi minuti si gioca tutta l’intensità della puntata riguardo la storyline che sembra abbia raggiunto il suo massimo sviluppo e ora deve andare solo “in onda”. Dal dibattito si nota come la scrittura, spesso ricca di metafore, di Aaron Sorkin mostra tutte le sfaccettature della notizia; dallo sconcerto, allo scetticismo fino alla professionalità che i giornalisti ci mettono per promuovere le loro idee e il loro punto di vista. Si perde questa dinamicità e intensità durante l’incontro con il generale Stanislao Stomtonovich (Stephen Root) in cui ci si aspettava lo stessa ritmo, soprattutto durante l’intervista con la rivelazione dei fatti più salienti dell’operazione e del crimine commesso dai soldati, ma così non è stato. La tensione vera e propria e il primo dubbio sulla veridicità della storia verrà introdotto dalla manipolazione in sala di montaggio da parte di Jerry e dalla battuta conclusiva di Charlie “Alle 22.05 ho capito che avevamo un problema. Era tutto falso”.
L’altra metà della puntata si concentra in minima parte sulle altre notizie, quelle che gravitavano intorno al senatore repubblicano Rick Santorum e il candidato alla presidenza Mitt Romney. Oltre a questo si aggiungono i dubbi di Will (Jeff Daniels) in cui tocca l’apice della sua crisi mediatica; estremamente sfiduciato su ciò che sta facendo e del motivo per cui sta perdendo una popolarità a cui tiene fortemente. Molto interessante è stata la partecipazione al programma del mattino e ai suoi dialoghi con “la sorellina” Sloan che mettono in chiaro la sua personalità determinata. Mentre sta diventando ridondante il rapporto tra Maggie e Jim, l’interesse sentimentale sembra ormai superato dal problema di alcool di lei e la preoccupazione di lui. Invece è stato interessante vedere i due producer senior, Don e Mac, parlare al bar nel dopo lavoro. Con dialoghi molto spontanei e confidenziali danno profondità ai loro personaggi ma supportano in maniera decisa la sotryline ponendo le giuste perplessità su Jerry e l’operazione Genoa.

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One Step Too Many è un buon episodio in cui finalmente si smette di fare ricerca sulle fonti e si imposta la notizia, anche se Will rimane fuori dal team ed è abbastanza emarginato nel contesto della puntata. I punti più narrativi e intriganti vengono collocati nei giusti momenti rallentando di ritmo e lasciando “assorbire” le informazioni con dei piccoli sipari che si svolgono al di fuori della redazione. Tutto sembra essere pronto per la “diretta” della prossima settimana.